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NEGOZIATI 22 Novembre Nov 2014 2027 22 novembre 2014

Nucleare Iran, l'accordo si allontana

Fonti Ue: «Non ci sono stati passi avanti significativi». Berlino: «L'esito delle trattative è ancora aperto».

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Il ministro degli Esteri iraiano Mohammad Javad Zarif.

Diminuiscono, a Vienna, le possibilità di trovare entro il 24 novembre lo storico accordo con Teheran sul programma nucleare iraniano, che metterebbe fine a tensioni internazionali durate oltre un decennio.
A due giorni dalla scadenza dei negoziati sulla questione nucleare, c'è chi ritiene «fisicamente impossibile», secondo l'espressione usata da una fonte vicina alla Ue, arrivare a un'intesa completa in così poco tempo, alla luce di una sessione di negoziati deludenti. «Non ci sono stati passi avanti significativi», è l'impressione riportata.
E il segretario di stato John Kerry parla di «grandi» e «gravi divergenze».
Le sei potenze del format 5+1, e cioè Cina, Stati Uniti, Francia, Russia, Regno Unito, più la Germania, sono impegnate da giorni per chiudere con Teheran un'intesa in grado di garantire al mondo che l'Iran non percorrerà la strada dell'arricchimento dell'uranio per scopi militari.
Teheran, dal canto suo, sostiene che il suo programma nucleare ha solo scopi pacifici e rivendica il diritto a una filiera nucleare civile completa.
STEINMEIER: «L'ESITO È APERTO». Anche il 22 novembre, come nei giorni scorsi, c'è stata una serie di scambi bilaterali e multilaterali, su una trattativa apparsa fin da stamani dagli esiti ancora indefiniti. È stato il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier a fotografare all'inizio della giornata lo stato della discussione: «Non siamo mai stati così vicini a una soluzione, ma l'esito delle trattative è ancora del tutto aperto», ha affermato.
Il segretario di Stato Usa Kerry ha avuto il suo quarto incontro (dal 20 novembre) a quattr'occhi con l'omologo iraniano Mohammad Javad Zarif, e diversi sono stati i contatti telefonici dell'esponente dell'amministrazione di Obama per appelli alla Turchia e ai Paesi arabi.
Una corsa contro il tempo, con colloqui in diverse formazioni, che per ora sta producendo poco. Alla fine della giornata, i negoziati sembravano essersi arenati. Sul tavolo, restano le «grandi divergenze» rilevate dai ministri degli Esteri britannico Philip Hammond e francese Laurent Fabius.
TEHERAN CHIEDE L'ANNULLAMENTO DELLE SANZIONI. In un incontro con la stampa pomeridiano insieme con Kerry, è stato ancora una volta Steinmeier a sostenere che «l'ora della verità» fosse «vicina». «Dobbiamo adesso capire se l'Iran è pronto a muoversi nella direzione giusta. L'unica questione è se Teheran mostra la volontà di fare chiarezza con l'Occidente sul suo programma atomico e sulle possibili attività di ricerca per l'acquisizione di armi nucleari».
Mentre il segretario di Stato di Obama si è limitato a constatare: «Si sta lavorando duramente» nella speranza di arrivare a un accordo.
Un diplomatico iraniano ha spiegato che l'ayatollah Ali Khamenei, colui che dovrà varare l'eventuale bozza di un accordo, misura il successo delle trattative viennesi solo in base alle sanzioni: il suo ministro degli Esteri è «concentrato a ottenere che l'Occidente ritiri le misure che colpiscono l'economia iraniana al più presto».
Un mezzo accordo o un prolungamento dei colloqui sarebbe ritenuto «insufficiente».

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