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MEDIO ORIENTE 23 Novembre Nov 2014 0843 23 novembre 2014

Egitto, al-Sisi: «Garantiremo la sicurezza di Israele»

Il presidente egiziano al-Sisi: truppe del Cairo per «aiutare la polizia» del futuro Stato palestinese.

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Il nuovo presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi.

Lo Stato palestinese ancora non c'è, ma l'Egitto è già pronto a inviarvi proprie forze militari, che «aiuterebbero la polizia locale e rassicurerebbero gli israeliani». A dirlo, in un'intervista al Corriere della Sera, è il presidente Abdel Fattah al-Sisi, secondo cui dopo la creazione di uno Stato, definito come «lo strumento migliore per restituire la speranza ai palestinesi», si aprirebbe un «lungo processo per ristabilire la fiducia tra le parti: gli israeliani non possono rischiare la sicurezza, i palestinesi non devono più compiere atti sconsiderati».
VISITA IN ITALIA. Al-Sisi è in visita in Italia e al Vaticano, e di «lotta comune» contro il terrorismo vuole parlare anche con Papa Francesco: «Noi combattiamo anche militarmente contro il terrorismo, ma siamo consapevoli del fatto che nessuno potrà fermare la minaccia senza una vera lotta alla povertà, senza interventi che servano a cambiare una certa cultura che poi porta alla facilità di reclutamento».
PRIORITARIO STABILIZZARE LA LIBIA. La stabilizzazione della Libia, secondo Al-Sisi, è «una priorità per tutti. Lì regna il caos, la Nato non ha completato la sua missione. Non credo a nuovi interventi militari. La Comunità internazionale deve fare una scelta molto chiara e collettiva a favore dell'esercito nazionale libico e di nessun altro». Quanto all'Egitto, «i Fratelli musulmani avrebbero potuto collaborare con le Forze armate, nessuno li perseguitava. Invece si sono dati alla violenza», ha dichiarato l'ex generale. «Cosa dovevamo fare? Abbiamo agito nell'interesse nazionale dell'Egitto e con il pieno consenso della popolazione», ha spiegato Al-Sisi. Che sulla richiesta di condanna a morte per Mohammed Morsi, ha detto di non voler «interferire nel corso della giustizia».

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