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TRATTATIVA 23 Novembre Nov 2014 1211 23 novembre 2014

Iran, senza accordo su nucleare «negoziati estesi»

Gli Usa aprono all'Iran: «Valutiamo il prolungamento del concordato di Ginevra»

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Una manifestazione a Teheran in sostegno del programma nucleare iraniano.

Corsa contro il tempo a Vienna per arrivare a un accordo sul nucleare iraniano. Le lancette scandiscono il countdown: il termine per l'intesa sarebbe la mezzanotte del 24 novembre. Ma secondo una fonte diplomatica iraniana l'Iran «starebbe riflettendo sulla possibilità di prolungare i negoziati sul nucleare da sei fino a dodici mesi, se non sarà raggiunto un accordo politico entro la sera del 23 novembre».
«Siamo determinati a raggiungere un accordo politico che definisca dettagli e allegati», ha spiegato la fonte, «ma se non ci riusciamo stiamo pensando a un'estensione dell'accordo interinale di Ginevra (del novembre del 2013, ndr), per un periodo da sei mesi ad un anno».
GLI USA APRONO AL PROLUNGAMENTO. I Paesi del 5+1 «stanno discutendo con l'Iran su un prolungamento dei negoziati» sul programma nucleare di Teheran, ha affermato un diplomatico Usa che ha scelto l'anonimato. «Stiamo discutendo una gamma di opzioni, abbiamo deciso di discutere anche questa (il prolungamento, ndr) con gli iraniani». Nella capitale austriaca si sono susseguiti gli incontri tra i rappresentanti della Repubblica islamica e i Paesi del '5+1' (Cina, Stati Uniti, Francia, Gb e Russia più la Germania), con l'ex responsabile della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton, a coordinare il gruppo. A Vienna è sbarcato per una visita lampo anche il capo della diplomazia saudita, Saud Al-Faisal, che ha incontrato il segretario di Stato Usa John Kerry e spinto l'agenzia di Stato iraniana a parlare di «clima positivo».
SANZIONI E ARRICCHIMENTO URANIO. I nodi da sciogliere sono sostanzialmente due. Da un lato il tema dell'arricchimento dell'uranio, con Teheran pronta a rispettare l'accordo sullo stop all'arricchimento al 20% - considerato la linea rossa superata la quale la bomba atomica sarebbe a portata - ma decisa a continuare a produrre combustile per le proprie centrali nucleari. Dall'altro quello delle sanzioni: per ribadire la priorità di Teheran, la cancellazione totale delle sanzioni, in particolare quelle sull'export del petrolio che strangolano l'economia del Paese, è sceso in campo anche la guida suprema iraniana, Ali Khamenei.
NETANYAHU: «SAREBBE MINACCIA». Non si è fatta attendere la reazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui è meglio che «a Vienna non si raggiunga alcun accordo, piuttosto che si raggiunga un accordo cattivo che minaccerebbe Israele, il Medio Oriente e l' umanità intera». Occorre impedire, ha aggiunto, che l'Iran si consolidi come «Stato di soglia nucleare». «Non c'è ragione - secondo Netanyahu - che detenga migliaia di centrifughe, che le consentono di arricchire uranio per realizzare una bomba atomica in breve tempo».

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