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DOPO IL VOTO 24 Novembre Nov 2014 1245 24 novembre 2014

Elezioni Regionali, Grillo: «L'astensionismo non tocca il M5s»

Il leader dei pentastellati commenta il risultato delle urne sul suo blog: «Ha vinto il rigetto per la politica».

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Il leader del M5s, Beppe Grillo.

Beppe Grillo ha trovato il lato positivo nelle elezioni regionali vinte dal Partito democratico e, soprattutto, dall'alto tasso di astensionismo (circa due elettori su tre non hanno votato).
Tuttavia, il leader del Movimento 5 stelle ha spiegato sul suo blog che la bassa affluenza alle urne «non ha colpito» i pentastellati che hanno raccolto il 13,3% al Nord e il 4,89% al Sud: «In Emilia Romagna ha vinto l'astensionismo, il rigetto del cittadino per la politica. La puzza è troppa, in particolare quella piddina. Si può dire tranquillamente che con questo livello di astensionismo ha perso la democrazia».
PIÙ VOTI PER IL M5S. Sul web, l'ex comico ha argomentato che i «numeri non sono opinioni come vogliono farci credere»: «Quattro anni fa votò il 68,06%, domenica 23 nocembre il 37,67% degli elettori. Il M5s nel 2010 raccolse il 6% pari a 126.619 voti eleggendo due consiglieri, ora ha aumentato i consensi in termini assoluti con 159.456 voti (13,2%) pari a cinque consiglieri con una campagna elettorale costata poche migliaia di euro a fronte delle centinaia di migliaia di euro degli altri partiti e senza l'aiutino dei media».
MENO VOTI ALLA LEGA. In questo contesto, ha continuato Grillo, è stata invece «decimata Forza Italia che da 518.108 voti (24,5%) passa a 100.478 voti (8,36%) con due soli consiglieri».
E mentre Matteo Salvini ha cantato vittoria per il risultato della Lega Nord, il leader del M5s ha ridimensionato il successo del Carroccio che «perde 55.162 voti»: «In termini assoluti è passata da 288.601 voti del 2010 (13,6%) a 233.439 voti (19%)».
«Il Partito democratico», ha concluso l'analisi delle regionali Grillo, «perde 322.504 voti, passando da 857.613 voti del 2010 (40,64%) a 535.109 (44,52%)».
SENATO SENZA RAPPRESENTANZA. Infine, il leader dei pentastellati ha spiegato che «il voto è una delega in bianco che l'elettore non vuole più dare»: «Renzie e Berlusconi vogliono un Senato di nominati dalle Regioni eletti da così pochi cittadini?», s'è chiesto l'ex comico sul suo blog.
I cittadini, a suo dire, «non hanno più fiducia nei partiti, tanto, fanno quello che vogliono» come «sull'abolizione del voto popolare al Senato che diventerà affollato (più dell'ora d'aria del carcere di Opera) di inquisiti e condannati regionali mai eletti da nessuno».

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