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DOPO IL VOTO 24 Novembre Nov 2014 1025 24 novembre 2014

Elezioni Regionali, Renzi: «Affluenza problema secondario»

Le urne piangono ma premiano il Pd. La Lega doppia Fi. Salvini: «Storico».

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Il premier Matteo Renzi.

Canta vittoria il premier Matteo Renzi dopo i risultati delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria. E fa niente se, alla fine, a vincere è stata l'astensione che ha raggiunto circa il 60%. La scarsa affluenza «è un elemento che deve preoccupare ma che è secondario» secondo Renzi. «Checché se ne dica oggi non tutti hanno perso: chi ha contestato le riforme può valutare il suo risultato. Il mio interesse non è mettere le bandierine ma affrontare i problemi degli italiani».
Il 40% degli elettori che si è recato alle urne, infatti, ha preferito in gran parte il Partito democratico: al Nord i democrat hanno ottenuto il 44,5% (a vincere è stato Stefano Bonaccini), mentre al Sud si sono fermati a poco meno del 24% (eletto governatore Gerardo Mario Oliverio).
«Ci siamo ripresi quattro regioni del centrodestra e il risultato è netto», ha commentato al Gr1 il presidente del Consiglio dopo l'ufficializzazione dei risultati.
ASTENSIONE PREOCCUPANTE. Tuttavia, l'astensione non è passata inosservata neppure ai vertici del partito dell'ex rottamatore.
«Il dato è molto alto e deve far riflettere tutti i partiti», ha detto Renzi che ha ammesso come «i risultati vanno molto bene al Pd».
«Avevamo detto che non era un referendum sul governo, ora che il risultato è netto lo diciamo a maggior ragione», ha puntualizzato.
IL GOVERNO VA AVANTI. «L'agenda del governo non muta, ma stiamo consapevoli che se usciamo tutti insieme dalla cultura del piagnisteo l'Italia ha un ruolo», ha continuato Renzi che già nella serata di domenica 23 novembre aveva esultato per i successi nelle due Regioni chiamate al voto.
RESA DEI CONTI AL VOTO. «Se loro stanno arrivando, noi aspetteremo», ha poi detto il leader del Pd parlando del boom della Lega Nord che in Emilia Romagna ha ottenuto il 19,4%, oltre il doppio dei voti di Forza Italia.
«Mentre il centrodestra discute della propria situazione noi cambiamo l'Italia», ha argomentato il premier, «dopo 20 anni di fallimenti, anche del Carroccio, noi lavoriamo per il Paese e alle elezioni si vedrà chi è più forte».
LE RIFORME PAGANO. Tornando a parlare del rapporto riforme-voto, Renzi ha spiegato che «chi si impegna in modo coerente vince, mentre per chi tentenna e tituba come Fi e anche M5S non è un grande risultato».
«Non sono preoccupato che qualcuno si tiri indietro», ha continuato il leader del Pd parlando dell'iter delle riforme, «anche se lo fanno noi andremo avanti comunque».
CONSIGLI A FORZA ITALIA. Poi, affrontando il nodo Fi, partito ormai in crisi come ha evidenziato l'eurodeputato Raffaele Fitto, Renzi ha spiegato che se lui fosse nella formazione dell'ex Cavaliere, «considererei che il percorso delle riforme paga anche in termini elettorali e dà anche segnali di fiducia al Paese».
Tuttavia, il premier ha chiarito di «non essere preoccupato» per eventuali defezioni dal Patto del Nazareno: «Andiamo avanti comunque per cambiare l'Italia».

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