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FALLIMENTO 24 Novembre Nov 2014 1321 24 novembre 2014

Nucleare, Iran: nuovi negoziati a dicembre

L'accordo non è stato raggiunto. Colloqui avanti fino al primo luglio 2015.

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Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius con il segretario di Stato degli Usa John Kerry.

Previsti per dicembre nuovi negoziati sulla questione nucleare iraniana. Lo ha riferito una fonte europea citata dall'Afp, preannunciando il fallimento dell'attuale tornata negoziale di Vienna fra Teheran e '5+1' che scade il 24 novembre.
L'Iran e l'Occidente non sono riusciti a mettere la parola fine a 12 anni di tensioni internazionali sul nucleare iraniano.
Il dialogo resta aperto, con una nuova scadenza fissata per l'estate del 2015,.
QUESTIONE URANIO. Molte le questioni aperte: prima fra tutte la spinosissima questione dell'arricchimento dell'uranio: i colloqui si continuano ad arenare sulla sottile linea che delimita l'uso del nucleare a scopo pacifico e quello a scopo militare.
Un confine molto labile, secondo il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha salutato favorevolmente il fallimento dei colloqui, convinto che un «cattivo accordo sarebbe stato un 'errore storico» ed avrebbe permesso all'Iran di arricchire l'uranio necessario per dotarsi di una bomba atomica.
OCCASIONE PERSA PER OBAMA. La battuta d'arresto ora ridà forza ai falchi contrari all'accordo, a Washington come a Teheran. Il nulla di fatto di Vienna ha certamente il sapore dell'occasione persa per Barack Obama, che su un accordo con l'Iran aveva investito molta della sua credibilità in politica estera e che da gennaio si dovrà confrontare, anche su questo dossier, con un congresso a maggioranza repubblicana, con posizioni decisamente più rigide sulle sanzioni verso l'Iran.
PER ROHANI ORIZZONTE 2015. Secondo il presidente iraniano Hassan Rohani i negoziati sono riusciti a ricomporre «la maggior parte delle divergenze».
Per Rohani, i colloqui si concluderanno nel 2015 con un «accordo definitivo».
In realtà la fumata nera mette in difficoltà anche Teheran: un'intesa, con il conseguente allentamento delle sanzioni sull'export del petrolio, avrebbe ridato fiato alla fragile economia iraniana.
Rinchiusi al Palais Coburg di Vienna, dopo una serie di annunci e smentite su un possibile slittamento della deadline fissata per la mezzanotte del 24 novembre i negoziatori hanno dovuto ammettere il fallimento.
Insomma né Obama né il presidente iraniano Rohani sono riusciti a portare a casa un accordo e a rilanciare i rapporti tra l'Iran e l'Occidente, fondamentali anche su delicatissimi dossier di politica estera, come l'Iraq e la Siria.

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