Matteo Renzi 141122212213
MAMBO 24 Novembre Nov 2014 0938 24 novembre 2014

Regionali 2014, Renzi mollato dalla base di sinistra

Il Pd ha perso lo zoccolo duro degli elettori. Voti che potrebbero non tornare mai più.

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Matteo Renzi.

Renzi, Salvini, Grillo: i commenti di oggi sono incentrati su di loro, sui protagonisti della nuova politica italiana con successi e insuccessi, talvolta sorprendenti.
Tuttavia il protagonista assoluto di questa stagione politica è il popolo di sinistra. Appena pochi mesi fa era quello di destra, deluso da Silvio Berlusconi, colpito dalla sua repentina caduta, favorita dalle sentenze, sbandato dall’ascesa di un leader trasversale come Matteo Renzi.
Quel popolo in parte sta andando verso Matteo Salvini che raccoglie anche quelli che, essendo di destra, scappano da Beppe Grillo.
ELETTORI DI SINISTRA SENZA PATRIA. A sinistra sta avvenendo un altro tipo di esodo. A mio parere, quelli che vanno via non sono solo elettori delusi da una leadership e privi di prospettive, ma veri e propri nuovi apolidi.
Il caso emiliano-romagnolo è eclatante. Si squaglia lo zoccolo duro, e si illudono Landini, Camusso e Civati se pensano che è merito loro. Questi apolidi non hanno fretta né voglia di accorrere a sostegno di una nuova (nuova?) sinistra. Sono semplicemente senza patria.
Detto così sembrerebbero rappresentare un mondo di credenti a cui è venuta a mancare la fede a o a cui hanno tolto chiese e predicatori. Siamo, invece, di fronte a un fenomeno diverso.
Questo mondo non crede più né alle lacrime di Livia Turco né all’ottimismo tardo-blairiano di Matteo Renzi. Non crede più, punto e basta.
Il premier in questo discostamento dal voto ha avuto un ruolo eccezionale. È andato giù come un cartepillar a distruggere tutto quel che c’era, brutto o buono che fosse, ha buttato via il bambino e l’acqua sporca. La storia, ha detto, comincia con noi, cioè con lui la Boschi e la Moretti. Troppo poco, troppo niente.
Peccato che in Calabria vinca un presidente di lungo corso politico e in Emilia un bersaniano pentito frettolosamente.
RENZI HA LASCIATO SOLO MACERIE. Renzi in un certo senso sembra un figlio della vecchia sinistra, quella che faceva svolte senza fare revisioni. Le svolte del segretario Pd sono state radicali ma non sono mai state motivate, non hanno mai dato il senso di costruire sulle macerie ma solo di accumularne in quantità. E il popolo delle macerie ha deciso di andare a fare il senza tetto nella terra di nessuno.
È probabile che Renzi questo risultato, che forse non cercava, non lo ritenga pericoloso. Se, in un agone elettorale con pochi partecipanti, la partita è fra lui e Salvini si sentirà protetto da un residuo di senso di responsabilità degli italiani.
Tuttavia quegli apolidi o senza tetto di sinistra rappresentano un mondo corposo, vere formiche del progressismo italiano.
Oggi il presidente del Consiglio è in balia di un elettorato fluttuante che lo voterà fino a che riterrà che la sua narrazione funziona, ma che ci metterà un nanosecondo ad abbandonarlo di fronte a un insuccesso, a un nuovo leader.
UNA POLITICA CHE SI SCOPRE SENZA BASE. La nuova politica non ha quindi basi di alcun tipo. E se l’astensionismo alto è un fenomeno occidentale, la nuova politica senza basi non è invece nella tradizione occidentale.
In Usa il Partito democratico ha un blocco elettorale vero, i socialdemocratici tedeschi e del Nord Europa hanno un popolo dietro di loro. Lo stesso Labour party, pur nelle alterne leadership, conserva una base stabile.
Qui invece la destabilizzazione ha proceduto senza un progetto alternativo che non fosse l’età. Troppo poco e troppi fallimenti, visto che la nuova generazione renziana non potrebbe fare un comizio in nessuna piazza d’Italia. E ormai forse neppure Renzi.
I senza tetto di sinistra, i nuovi apolidi, si sono messi così in un cantuccio. Possono andare dove vogliono senza remore, ancoraggi, tradizioni.
Credo che sbagli chi, come il nuovo presidente emiliano, pensa che questo popolo di astenuti stia in un angolo corrucciato ma pronto a tornare. Forse non tornerà più dalle parti del centrosinistra.
È un problema per Renzi. Se gli interessa. Se invece crede che senza questa zavorra “comunista” può essere più libero di fare il Partito della nazione, vada dove lo porta il cuore.
Temo che la sua corsa sarà a questo punto breve. Molto breve.

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