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REAZIONI 24 Novembre Nov 2014 1951 24 novembre 2014

Regionali, M5s nel caos dopo il flop alle urne

Accomunati agli altri partiti. Puniti per la strategia. Grillini tra autocritica e accuse.

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Alessandro Di Battista del M5s.

Sale la tensione nel Movimento 5 stelle dopo il flop alle elezioni regionali, che hanno visto i grillini lontani dal 15% in Emilia Romagna e fermi al 5% in Calabria.
Nonostante Beppe Grillo abbia puntato il dito sull'astensionismo che, a suo parere, colpisce tutti ma lascia immune il M5s, i parlamentari vicinissimi alla leadership si sono sfogati: «Gli italiani vedono anche noi come parte del sistema», ha scritto su Facebook Alessandro Di Battista, esortando a tornare nelle piazze e sul territorio. «Beppe ci aveva visto lungo mesi fa quando ci suggerì di uscire da questo postribolo di massoni».
Il messaggio sembra indirizzato, secondo fonti dell'Huffington Post, a «Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e tutti quelli che in questi mesi hanno spiegato che si poteva dialogare con il Pd».
DI STEFANO FA AUTOCRITICA. Duro il commento di Manlio Di Stefano: «Se fossi stato un cittadino emiliano o calabrese, non in contatto con la realtà del M5s (e qui le colpe sono di tutti), probabilmente avrei fatto parte di quel 60% che ha scelto di non votare. Perché dovrei votare chi accetta di avere un ruolo marginale all'interno di palazzi vuoti dove non si determina nulla per la vita dei cittadini ma si parla solo di consenso?».
STRATEGIA DI GRILLO IN DISCUSSIONE. Anche la strategia di Grillo è finita nel mirino. «Mi sembra che mentre la barca affonda, lui stia continuando a cantare nella sala principale», ha detto Sebastiano Barbanti, onorevole calabrese, che ha puntato il dito contro la gestione interna del Movimento: «Credo nel M5s che chiede trasparenza e offre trasparenza, che i leader li fa eleggere dai cittadini e non li sceglie con un post, che mette al primo posto l'autorevolezza e non l'autorità, che promuove e rispetta il lavoro dei tanti attivisti, che è inclusivo e non discriminatorio. Questo i cittadini e i nostri elettori lo sanno benissimo e per questo ci hanno punito».
Per la deputata emiliana Mara Mucci «ci dobbiamo mettere tutti in discussione, capire gli errori commessi e trovare un'ottica di ascolto tra noi. Bisogna ascoltare le voci di tutti per un reale cambio di passo. Salvini era ovunque in tivù, Grillo, il nostro megafono, no».
M5S ACCOMUNATO AGLI ALTRI PARTITI. Il candidato governatore calabrese del M5s, Cono Cantelmi, ha chiosato: «Siamo stati sconfitti perché siamo stati accomunati ai partiti».
Colpa di Grillo o colpa di tutti? Mentre la Lega di Matteo Salvini guadagna terreno, adesso il Movimento si interroga su se stesso per trovare il modo di uscire dal caos.

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