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CENTRODESTRA 25 Novembre Nov 2014 2124 25 novembre 2014

Alfano riapre a Berlusconi: «Ma senza Salvini»

Il leader di Ncd: «Non sono il figliol prodigo». Al leghista 'incoronato' dal Cav: «Incroci le dita».

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Il leader di Ncd, Angelino Alfano.

Replica di Angelino Alfano alle parole di Silvio Berlusconi: «Dice che è pronto a perdonarmi? Sbaglia parabola», ha detto il leader di Ncd a Porta a Porta. «Non c'è un figliol prodigo e io, da timorato di Dio, l'unico giudizio che attendo è quello divino. Gli ho impedito un errore fatale, non voglio un ringraziamento ma nemmeno ho bisogno di perdono».
NO A SALVINI. Quanto a sviluppi politici futuri, Alfano si è detto «pronto a dare un contributo per la ricostruzione del centrodestra, ma metterlo nelle mani di Salvini no, sono totalmente contrario». Berlusconi ha 'incoronato' il leader della Lega alla presentazione di un libro di Bruno Vespa, ma Alfano ha ricordato che «alla presentazione di due libri fa, sempre di Vespa, incoronò me. Consiglio quindi a Salvini di incrociare le dita».
ANCHE I FRONDISTI SONO CONTRARI. Anche la pattuglia di frondisti dentro Forza Italia guidata da Raffaele Fitto ha avvertito il Cav che un centrodestra unito con alla testa il segretario della Lega resta una chimera.
Certo, nei prossimi giorni occorrerà verificare la sostanza dell'investitura da parte di un Berlusconi che, all'indomani delle Regionali, ha ribadito come solo un centrodestra unito potrà competere con il rullo renziano. Ma le parole dell'ex Cavaliere non trovano neanche il placet del partito, con i frondisti pronti, già il 26 novembre, a ribadire la loro contrarietà all'Opa di Salvini sulla scia, raccontano, dell'opposizione dimostrata finora all'Opa di Renzi.
FITTO INCASSA IL RINVIO DEL VERTICE. Frondisti che hanno incassato l'aggiornamento dell'Ufficio di Presidenza al 26 novembre dopo la richiesta di rinvio dell'europarlamentare Fitto e dei deputati Romano, Palese e Capezzone e dopo che le successive telefonate giunte allo stesso Fitto dai fedelissimi di Berlusconi abbiano cercato di stemperare l'ennesimo scontro interno a mezzo stampa. Ma le rivendicazioni che saranno portate a Berlusconi (la centralità di una linea alternativa a Renzi e, sul piano interno, uno stop a nomine, cooptazioni e scelte unilaterali come quella di sposare la candidatura del leghista Fabbri in Emilia-Romagna) oggi appaiono avere margini strettissimi. Margini che l'ipotesi di un Salvini candidato premier non aiuta certo ad allargare.

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