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SERVIZIO PUBBLICO 25 Novembre Nov 2014 1855 25 novembre 2014

Canone Rai, governo: «improbabile» pagamento in bolletta a gennaio

Palazzo Chigi fa sapere che non c'è tempo per inserire la modifica nella legge di Stabilità.

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Sede Rai.

Dietrofront del governo sul canone Rai. Il cambiamento sembrava imminente. E invece, secondo le ultime indiscrezioni filtrate da Palazzo Chigi nella serata di martedì 25 novembre, l'ipotesi di inserirlo nella bolletta elettrica con la legge di Stabilità appare «improbabile», a causa di «tempi tecnici troppo stretti».
La riforma del canone isomma è nei piani del governo, ma non si farà nell'immediato. Palazzo Chigi ha infatti frenato il sottosegretario Antonello Giacomelli, che nella mattinata di martedì 25 novembre dai microfoni di Radio 24 aveva dato praticamente per fatta la modifica legislativa. «La riflessione in atto», hanno poi fatto sapere fonti vicine al premier, «è strategica ma appare improbabile che l'ipotesi di mettere il canone in bolletta possa maturare entro questa legge di stabilità visti i tempi tecnici troppo stretti».
Tutto rimandato, dunque.
STOP DALLE AZIENDE DI FORNITURA DI ENERGIA. Sulla decisione, più che le fibrillazioni interne alla maggioranza, avrebbe pesato l'opposizione delle aziende di fornitura di energia, da subito contrarie ad ogni intervento di questo tipo. Così come il presidente dell'Authority per l'energia, Guido Bortoni, che aveva avanzato molte perplessità da punto di vista tecnico. Palazzo Chigi ha confermato l'intenzione di «ridurre e semplificare il canone Rai», ma intende prendersi il tempo necessario per approfondire a fondo la materia che potrebbe essere oggetto di un decreto ad hoc, forse all'inizio del 2015.
In effetti, nell'ultima fase, era sorta più di una difficoltà relativa in particolare all'applicazione alle abitazioni diverse dalla prima casa. Troppo rischioso, dunque, inserire una norma così contestata nella legge di stabilità, che ha tempi serrati per l'approvazione.
GIACOMELLI: «CANONE SARÀ MOLTO RIDOTTO». In mattinata comunque Giacomelli aveva reso noti i dettagli della riforma: canone spalmato nelle bollette dell'elettricità e nessun pagamento con la dichiarazione dei redditi. «Si tratta di capire come introdurre qualche punto di equità», aveva spiegato il sottosegretario. «C'è chi dice che potremmo incrociare i dati del reddito, e legare il canone all'Irpef, io sono un pò perplesso su questa possibilità. Legato all'Irpef mi pare molto più complesso e farraginoso». L'importo ipotizzato sarebbe quasi dimezzato rispetto agli attuali 113,50 euro. «Si pagheranno 60, 65 euro? È una cifra plausibile. Certamente pagheremo molto meno», ha assicurato Giacomelli, escludendo il pagamento sulle seconde case.
OBIETTIVO RIDURRE L'EVASIONE. L'obiettivo è ridurre notevolmente l'evasione, che attualmente si aggira intorno ai 600 milioni di euro, con un gettito previsto di 1,7 miliardi (1,8 con il canone speciale), in linea con quello attuale, ma con un importo ridotto.
NCD CONTRO LA TASSA IN BOLLETTA. L'intervento non è piaciuto al Nuovo Centrodestra che si è detto pronto a dare battaglia, mentre le associazioni dei consumatori hanno annunciato già ricorsi. «Il canone in bolletta non si può mettere», è stato invece il titolo perentorio di un post sul blog di Beppe Grillo.
PRIMI PASSI PER LA RIFORMA DELLA GOVERNANCE. Primi passi, intanto, per la riforma della governance Rai. Sempre nella mattinata del 25 novembre si è riunito il gruppo Pd, con i sottosegretari Giacomelli e Luca Lotti, oltre ai capigruppo Pd alle Camere, Luigi Zanda e Roberto Speranza, e ai membri della Vigilanza Salvatore Margiotta e Vinicio Peluffo.
L'obiettivo è arrivare ad approvare entro la scadenza del prossimo cda in primavera, o comunque entro il 2015 con una possibile proroga degli attuali vertici, un disegno di legge che trasformi la natura dell'azienda eliminando i lacci legati all'equiparazione ad un ente pubblico, introduca la figura dell'amministratore delegato e riveda composizione, funzioni, oltre che meccanismi di nomina del cda, assicurando indipendenza dalla politica. «Oggi è iniziata una serie di incontri del gruppo parlamentare del Pd con esponenti governativi del Pd», ha spiegato Zanda. «Abbiamo deciso di rivederci settimanalmente con un programma serrato».
CDA RATIFICA LE DIMISSIONI DI TODINI. Intanto il cda Rai ha ratificato le dimissioni di Luisa Todini, presentate dopo il via libera al ricorso contro i tagli decisi dal governo. Una questione al centro dell'audizione serale del consiglio in commissione di Vigilanza.

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