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POLITICA 26 Novembre Nov 2014 1200 26 novembre 2014

Forza Italia, Fitto: «Primarie anche per Berlusconi»

Il deputato pugliese: «Il leader lo devono scegliere gli elettori. La regola vale anche per il Cav». E chiede l'azzeramento delle cariche.

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Raffaele Fitto, eurodeputato di Forza Italia.

Nè morti né feriti. Il tanto atteso redde rationem in Forza Italia può attendere. Il comitato di presidenza del 26 novembre si è chiuso tra le polemiche, ma senza una vera e propria decisione.
A prendersi gran parte della scena, comunque, è stato Raffaele Fitto. Il deputato pugliese ha invocato primarie per tutti e lanciato subito un messaggio di sfida a Berlusconi: «Se il partito deve chiudere ce lo devi dire, noi non siamo gregari di nessun Matteo», ha detto riferendosi al patto con Renzi e alla possibile alleanza con Salvini. Dal Cav, però, nessuna risposta. Nessuna lite, questa volta.
Dopo la pesante batosta subita da Forza Italia alle elezioni regionali, Fitto ha chiesto di fare tabula rasa dei dirigenti del partito: «Ritengo sia doveroso un azzeramento delle cariche per mettere in campo un sistema di elezione della nostra classe dirigente che sia un sistema dal basso», ha affermato Raffaele Fitto uscendo da Palazzo Grazioli al termine del Comitato di presidenza di Fi.
Già nel corso della giornata, Fitto era stato chiaro rispondendo alle domande di Mix24, su Radio 24: «Le primarie valgono anche per Silvio Berlusconi?», gli avevano chiesto. E lui aveva detto: «valgono per tutti all'interno del partito».
«MILIONI DI ELETTORI PERSI». «Ma il percorso unitario», ha aggiunto, «lo si deve fare rispettando e contenendo le posizioni di tutti e valutando anche, e soprattutto, che non sia un ragionamento autoreferenziale tra di noi, ma che ci sono milioni di elettori che non ci votano più e che forse ci sosterrebbero ancora per poco. Io penso che questi elettori che non sono andati a votare, possano ritrovare in noi un rilancio e una rifondazione. Uso le parole dello stesso presidente Berlusconi».
«SERVE UNA PROSPETTIVA FUTURA». Fitto ha proseguito: «Io penso che un partito si deve finanziare e che, se si dà la prospettiva politica, di futuro per un partito politico, ci possa essere anche tanta gente che sia disponibile a sostenerlo. Se non c'è una prospettiva futura evidentemente diventa difficile. Quindi mi concentrerei di più sui sistemi di sostegno che ci sono all'interno del nostro Paese».
«SERVE CHOC ORGANIZZATIVO». Fitto ha presentato la sua soluzione al comitato di Presidenza di Forza Italia in corso a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi: «Serve uno choc organizzativo in Forza Italia, bisogna rimettere tutto in mano agli elettori per avere una partecipazione. «Il tema delle primarie è stato posto da mesi perché, in caso contrario, saranno gli alleati di FI nel centrodestra a trascinare il partito alle primarie», avrebbe osservato Fitto.
«SCONFITTA TROPPO PESANTE». Analizzando la sconfitta alle regionali, l'ex governatore della Puglia ha commentato: «Una sconfitta poteva essere immaginabile, ma la sua dimensione è enorme e deriva da errori di costruzione delle alleanze e di scelta delle candidature. In Emilia-Romagna gli azzurri sono stati delle comparse regalando una candidatura alla Lega, scelta sulla quale non c'è stata, prima, una discussione».
«NÉ FORZA RENZI NÉ FORZA SALVINI». Anche per questo, Fitto ha ribadito un punto: «Né Forza Renzi, né Forza Salvini. Non possiamo essere sempre gregari», ha detto parlando di una linea politica strana adottata dagli azzurri, tale da confondere gli elettori. «È invece indispensabile un rilancio su temi e contenuti a partire dall'economia».
Secondo il deputato, «Fi è apparsa o troppo schiacciata sul governo Renzi o troppo aggressivi ma così confondiamo i nostri elettori. C'è troppa 'renzologia' e troppa 'salvinologia', commentiamo l'attività degli altri anziché essere protagonisti». Secondo Fitto, «il patto del Nazareno va bene, ma bisogna mantenere la schiena dritta».
BERLUSCONI: «FRAINTESO SU SALVINI». E proprio su Salvini, Berlusconi ha deciso di chiarire le sue esternazioni: «Sono stato strumentalizzato, ho detto che lui è un potenziale leader ma non il futuro leader». L'ex premier ha quindi invitato ad affrontare la questione Lega così come il 'capitolo' Alfano quando dovesse venire il momento: «Quando ci saranno le elezioni ne parleremo, ognuno dovrà buttare giù i propri muri perchè solo tutti insieme torniamo a vincere».
Il patto del Nazareno, invece, è necessario anche perché tra i suoi punti principali c'è quella dell'elezione del nuovo capo dello Stato: «Dalle notizie che ho», avrebbe detto Berlusconi ai presenti, «Napolitano ha intenzione di dimettersi il 20 gennaio».
Così evitare pericolose fratture e trovare l'accordo con Fitto diventa fondamentale. Ed è proprio per questo che i due potrebbero tornare a incontrarsi già il 27 novembre, in un pranzo a palazzo Grazioli, a cui prenderebbero parte Gianni Letta e Denis Verdini.

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