Pittella 140701201542
EUROPA 26 Novembre Nov 2014 2017 26 novembre 2014

Piano Juncker, socialisti Ue in subbuglio

Il presidente del gruppo S&D Pittella applaude. Ma i francesi sbattono i piedi: «Sforzo non sufficiente».

  • ...

da Strasburgo

Gianni Pittella, nuovo presidente del S&D.

Che per i socialisti europei il piano di investimenti della Commissione europea fosse una medicina amara da mandare giù lo si poteva immaginare dal tentativo fatto la settimana prima della sua presentazione a Strasburgo dal presidente del gruppo S&D.
Il 20 novembre, Gianni Pittella aveva infatti convocato una conferenza stampa per offrire un'alternativa: una specia di piano B, che anzichè promettere 300 miliardi di euro come aveva fatto Jean-Claude Juncker, chiedeva di metterne sul piatto 700.
INUTILE RIBELLARSI. Una specie di gioco al rialzo che aveva come obiettivo quello di mandare un segnale chiaro al lussemburghese: 300 miliardi non sono sufficienti.
Eppure il 26 novembre, quando il capo dell'esecutivo europeo ha spiegato davanti agli eurodeputati che in realtà i miliardi per ora sono appena 21 e per di più messi solo a garanzia per attrarre investimenti privati, i socialisti non si sono scomposti più di tanto.
Nessuno è saltato dallo scranno. Perchè che fossero ormai 'costretti' a mandare giù la medicina Juncker era inevitabile.
«SIAMO DAVANTI A UNA SVOLTA». Così hanno cercato di renderla più dolce con una serie di definizioni diplomatico-entusiaste: «Oggi siamo davanti a una svolta, frutto della nostra battaglia politica. L'aria è cambiata: se cinque anni fa il titolo era austerità, oggi è investimenti, crescita e lavoro», ha detto Pittella annunciando il suo appoggio al piano di Juncker.
«Noi», ha ammesso, «avevamo vincolato il nostro appoggio a Juncker, proprio a questo impegno». Quindi, smentire Juncker avrebbe comportato smentire se stessi. Ritirare la parola data. Far saltare la coalizione tra liberali, socialisti e popolari nata all'indomani delle elezioni europee.

I socialisti francesi: «Signor Juncker, questo non è sufficiente»

Il neopresidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker.

Eppure c'è chi davanti alla linea ufficiale dell'intero gruppo S&D ha cercato di affrancarsi, o almeno trovare le giuste sfumature per mostrare il proprio disappunto.
La delegazione dei socialisti italiana ha usato la linea veltroniano del 'non solo ma anche'.
«Doppia vittoria della linea politica italiana, ma a Juncker chiediamo maggiori risorse», è il titolo del comunicato nel quale Patrizia Toia, capodelegazione Pd al parlamento europeo oltre a evidenziare positivamente «il cambio di prospettiva della politica economica europea», ha sottolineato che «nel piano c'è però anche un grande limite di cui dobbiamo essere consapevoli: il nucleo di risorse».
Insomma 21 miliardi messi a garanzia non sono abbastanza.
TRANSALPINI CONTRO PITTELLA. Una critica che qualcuno ha però deciso di fare in maniera più evidente e tranchant. I francesi hanno scritto un comunicato dal titolo inequivocabile: «Signor Juncker, questo non è sufficiente». Nella nota dei socialisti francesi i toni sono meno accondiscendenti: «Il piano non ha le risorse fresche adeguate per dare quella spinta di cui l'Europa ha bisogno», si legge. «Il tempo per le mezze misure, il business as usual e i piccoli passi è finito».
Parole che mal si sposano con l'endorsement di Pittella che ha definito il piano Juncker un «segnale importantissimo: che il battesimo di questa nuova Commissione sia segnato da un’iniziativa che punta a rianimare l’economia dopo anni passati a parlare soltanto di austerità vuol dire molto».
LA CONTROPROPOSTA: 100 MLD SUBITO. Ben poco vuol dire invece per i compagni francesi. Che hanno cercato un'altra volta di alzare la posta proponendo a Juncker una strategia differente: 100 miliardi di denaro pubblico da non considerare nel calcolo dei deficit nazionali per attrarre 400 miliardi di investimenti.
«Questo nuovo fondo (e non quindi i 21 miliardi proposti sinora, ndr) potrebbe presentare un moltiplicatore credibile», è l'idea dei francesi, «una somma in grado di far ripartire gli investimenti e la creazione di posti di lavoro in Europa».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso