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POLITICA 27 Novembre Nov 2014 1130 27 novembre 2014

Fisco, Renzi: «Finito il tempo dei furbi»

Il premier alla scuola Gdf: «Stangare chi viola norme, servono onore e disciplina».

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Matteo Renzi davanti al suo Mac.

Un Fisco più semplice e severo.
Il premier Matteo Renzi, intervenuto all'inaugurazione dell'anno accademico della Guardia di finanza, ha spiegato che «bisogna cambiare approccio verso il cittadino che si deve sentire moralmente accompagnato e il pubblico non è solo controllore ma diventa il consulente».
Poi ha spiegato: «Per chi sbaglia non ci sono scappatoie, va stangato ma le norme vanno rese più semplici, la semplicità è presupposto per il contrasto alla criminalità», e in questa ottica sarebbe «incredibile» se la Ue bocciasse le nuove misure introdotte dall'Italia con la legge di Stabilità sulla reverse charge contro l'evasione dell'Iva.
«ITALIA NON IN MANO A FURBI». Il premier ha proseguito: «È frustrante sentirsi dire che l'Italia è il Paese dove le cose on si possono fare, da anni i primi ministri assicurano la lotta all'evasione che va fatta e non detta. Ma saremo credibili se si parte dall'idea che l'Italia non è spacciata, non è in mano ai furbi o di chi dice tanto non ce la facciamo», ha detto il premier a Ostia.
Per il premier sono «impressionanti» i numeri dell'evasione fiscale, «91 miliardi, quasi 6 punti di Pil» che vanno recuperati il più possibile anche perché, sottolinea il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, «le ingenti risorse» sottratte al fisco dagli evasori potrebbero invece andare al taglio delle tasse, alla tenuta dei conti pubblici e anche a interventi in direzione «dell'equità sociale». Per il titolare di Via XX Settembre peraltro, l'evasione sfavorisce gli onesti, distorce il mercato, ed è collegata a corruzione e criminalità organizzata.
«SERVE IMPEGNO DI TUTTI». Il premier inaugurando l'anno della polizia tributaria ha voluto poi sottolineare come «noi ce la stiamo mettendo tutta ma è convinzione che solo con l'adempimento con onore e disciplina di tutti e ciascuno, partendo da chi ha incarichi di governo fino al cittadino comune vero eroe della quotidianità, riusciremo a cambiare il Paese».
Il segretario dem ha aggiunto: «Non ci sfuggono i problemi e anche le difficoltà che derivano da malintesi ma noi siamo orgogliosi del vostro impegno quotidiano faticoso».
Il modo «più semplice per chiedere ai cittadini di pagare le tasse», ha spiegato Renzi, è «far vedere che si annullano gli sprechi della pubblica amministrazione, tagliando le spese di gestione e non i servizi».
«CAMBIAMO LEGGE ELETTORALE». Per quanto riguarda il programma delle riforme il presidente del Consiglio ha poi spiegato che «non basta cambiare la Costituzione e la legge elettorale e noi lo stiamo facendo dopo anni di melina, pantano e sabbie mobile».
Il premier ha poi aggiunto che «la prima vera riforma è quella della scuola».
«Al termine della riforma del Jobs act avremo meno alibi e non meno diritti», ha ribadito Renzi illustrando i provvedimenti del governo.

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