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POLITICA 27 Novembre Nov 2014 2350 27 novembre 2014

Legge di Stabilità, testo alla Camera con 3 voti di fiducia

Il governo vuole approvare le misure entro il 30/11. Tagli alle Regioni: nodo rinviato al Senato.

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Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

La legge di stabilità approda nella mattina di venerdì 28 novembre nell'Aula alla Camera. Il governo ha intenzione di porre la fiducia, come annunciato, e lo farà con tre voti distinti. Il testo uscito nella serata del 26 novembre dalla Commissione Bilancio di Montecitorio, con le relative modifiche apportate, è destinato infatti ad essere accorpato in tre articolati distinti, cercando di rispettare il più possibile i criteri di omogeneità. Governo e maggioranza puntano ad arrivare al via libera definitivo entro la sera di domenica 30 novembre.
Per questo, dopo la discussione generale del 28 novembre, sabato 29 è previsto che vengano votate le tre fiducie.
Per domenica mattina sono previste votazioni sugli ordini del giorno, cui seguiranno le dichiarazioni di voto ed il voto finale, che dovrebbe arrivare in serata. Fatte salve le modifiche apportate alla Camera (dalla revisione dei tetti per il bonus mamma, allo stop alle pensioni d'oro fino alla stretta nella lotta all'evasione e alla detraibilità per i politici del finanziamento ai partiti), dalla settimana successiva l'attenzione è in programma che si sposti sul Senato, dove dovranno essere sciolti i nodi rimasti insoluti.
TAGLI AI COMUNI IMMUTATI MA COMPENSATI. Il primo riguarda le Regioni e i tagli da 4 miliardi previsti dal testo originario della manovra. Alla Camera, al termine di una serrata trattativa con l'Anci, il governo è riuscito ad alleggerire l'onere dei tagli ai Comuni: l'importo rimane identico (1,2 miliardi) ma la spending imposta alle amministrazioni locali viene in qualche modo compensata da altre misure di allentamento del patto di stabilità e di rinegoziazione dei mutui. Con le Regioni si preannuncia un percorso analogo. «Siamo pronti ad incontrarle e lo faremo nei prossimi giorni», ha annunciato il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, proprio al termine della Conferenza Unificata.
Il governo riconosce infatti il peso dei tagli contenuto nella legge di stabilità ma allo stesso tempo, ha chiarito ancora il sottosegretario, «non è disponibile a rivedere i saldi». Nulla è comunque escluso sulle richieste di modifica avanzate dai presidenti delle Regioni sia sul Fondo sanitario nazionale che sul patto di stabilità verticale.
RIMANDATA A PALAZZO MADAMA SOCIAL CARD E LOCAL TAX. A Palazzo Madama è stata anche rimandata all'ultimo momento la questione social card. Il clamore sollevato dalla norma necessaria per compensare Poste del servizio reso a favore degli extracomunitari tra gennaio e marzo 2014 ha sollevato talmente tante discussioni da costringere il governo a ritirare l'emendamento in vista di una riformulazione più chiara. Resta inoltre sospesa anche l'istituzione della local tax.
Da più parti si era ipotizzata l'idea che l'accorpamento di Imu e Tasi promesso dal governo per il 2015 potesse trovare come strumento legislativo proprio la manovra durante il passaggio al Senato.
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, non si è voluto sbilanciare. Ribadendo che nel governo è in corso un'attenta valutazione di una semplificazione della tassazione sulla casa, il ministro non ha infatti voluto confermare se le novità arriveranno o meno con un emendamento al Senato.

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