Renzi Civati 140710225955
MAMBO 27 Novembre Nov 2014 1153 27 novembre 2014

Pd, la scissione può uccidere la sinistra

Prima i fuoriusciti festeggeranno "il nuovo inizio". Poi cominceranno i mal di pancia di radicali e riformisti. Infine Renzi perderà voti. La destrà vincerà e della sinistra non sentiremo parlare per decenni.

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Matteo Renzi e Pippo Civati.

Se ci sarà, e a furia di parlarne è come se ci fosse già stata, la scissione del Pd seguirà un copione collaudato. Noi a sinistra le cose le facciamo per bene, soprattutto quelle che abbiamo sempre fatto. Innanzitutto si negherà che si tratti di scissione. Tanto meno a sinistra. Sia gli antagonisti di Renzi sia Renzi medesimo negheranno che l’avversario sia di sinistra. Gli uni per l’altro sono conservatori, punto e basta, l’altro per gli uni è poco meno che un fascista. Quindi scissione fatta ma negata. Prima regola del copione.
Quelli che se ne andranno si commuoveranno ma la maggior parte festeggerà il “nuovo inizio”. Quanti “nuovi inizi” abbiamo visto per andare oltre il comunismo o per rifondarlo? Il raduno generale, chiamato congresso costituente, sarà toccante, bandiere rosse al vento, Berlinguer a go-go, ritratti feroci del premier. Sarà una scissione in nome del popolo che se ne starà tuttavia lontano. E già comincia ad allontanarsi a gambe levate anche dal premier pro-tempore.
UN GRAN DOLORE E UNA GRAN FESTA. I più accesi saranno i mai stati comunisti. Già mi vedo Rosy Bindi nei panni di Rosa Luxemburg bagnarsi nel fiume dell’operaismo. La Camusso borbotterà qualcosa. Sposetti terrà stretti i cordoni della borsa perché sa come le scissioni finiscono.
D’Alema darà le carte sempre che decida di essere della partita. Toccherà a Civati avanzare la propria candidatura a leader, ma difficilmente gli daranno lo scettro. Cuperlo citerà qualche perla della letteratura mitteleuropea. Artisti di gran nome manderanno messaggi di felicitazioni.
Insomma un gran dolore e una gran festa.
DOPPIO SCANNATOIO SUL TERRITORIO. Sul territorio inizierà un doppio scannatoio, quello fra coloro che restano nel Pd e chi se ne andrà, e quello fra quelli che daranno vita al nuovo soggetto politico e che dovranno vedersela con ras locali alla ricerca della rivincita. Comunque l’accrocco iniziale terrà per qualche mese, poi in parlamento i più radicali cominceranno a scalpitare e gli altri, di tradizione riformista, cercheranno di dialogare con chi hanno lasciato.
Renzi nel frattempo sarà felice di essersi liberato di tutta questa insopportabile sinistra, ma avrà il non piccolo problema di trovare i voti che, fra transfughi e astensione, perderà. La sua vicenda dipenderà molto dalla posizione di personaggi chiave. Se per esempio quella gran brava persona di Bersani deciderà di non lasciare il Pd, Renzi ne trarrà un beneficio ma dovrà moderare le sue pulsioni liberal-liberiste.
CONTRORDINE SULLA ROTTAMAZIONE. Il nuovo partito intanto si troverà ad affrontare la vigilia elettorale e i suoi raggruppamenti interni si scomporranno ancora di più.
Premeranno i più giovani, mentre i più anziani vorranno dare il “contrordine compagni” sulla rottamazione. In tivù sarà gara aperta fra gli scissionisti a chi si butterà più a sinistra, spettacolari saranno le improbabili performance gauchiste di Francesco Boccia. I grandi giornali coccoleranno gli scissionisti ma alla fine daranno il calcio dell’asino e il rischio di finire tutti come Marco Rizzo si manifesterà sempre più evidente.
Questa storia potrà andare avanti per qualche mese, avrà momenti di tensione a ridosso delle elezioni politiche, vedrà micro-scissioni, ci saranno gruppi che si espelleranno uno contro l’altro. Alla fine resterà quasi niente.
ALLA FINE VINCE LA SOSTANZA. Potrebbe avvenire il miracolo solo se un giovane o una giovane di bell’aspetto e di parlantina facile dovesse diventare speaker di questo nuovo amalgama malriuscito. Ma per quanto l’immagine domini e crei la politica, alla fine vincerà “la sostanza”. E qui ce ne sarà poca.
Col risultato che della sinistra non si parlerà più per decenni, la destra vincerà, e potrebbe essere una destra talmente brutta che i sopravvissuti di sinistra trascorreranno la vita ad accusarsi di aver creato questo scompiglio. Se tutto questo potrà essere messo sul groppone di Matteo Renzi lo decideranno gli storici. Ma Gianni Morandi non avrà dubbi nell'individuare il colpevole.

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