Primo Greganti 140508195343
EDITORIALE 28 Novembre Nov 2014 1137 28 novembre 2014

L'Italia, il Belpaese dove delinquere conviene

La corruzione da noi è un affare. Ci si arricchisce in fretta, poi si patteggia. Una piccola sanzione pecuniaria e tutto torna come prima. Expo docet.

  • ...

Primo Greganti.

La notizia è che la cupola dell'Expo, ovvero quel sistema tangentizio trasversale animato da arzilli signori che già furono protagonisti di Mani Pulite, ha patteggiato.
Primo Greganti, mitico compagno G che mentre gli altri se la facevano addosso dalla paura mai aprì bocca davanti a Di Pietro, e poi Gianstefano Frigerio, democristian-berlusconiano che aveva libero accesso alle aule del parlamento per organizzare i suoi magheggi, e poi ancora Luigi Grillo, simpatico ex senatore pidiellino ligure produttore di un ottimo vino, lo Sciacchetrà, particolarmente gradito al Cavaliere di Arcore.
UNA SANZIONE PECUNIARIA, E TUTTO SI SANA. Hanno patteggiato tutti l'accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d'asta, accompagnando la mossa con la solita giustificazione di chi vi ricorre: ovvero che giammai il patteggiamento deve suonare come una implicita ammissione di colpa, ma è solo un modo per uscire in fretta e senza eccessivi danni da quello che viene considerato un incidente di percorso.
Senza danni perché, ovviamente, nonostante per tutti i soggetti coinvolti ci sia la recidiva, nessuno va in carcere e tutto si sana con una sanzione pecuniaria di poche decine di migliaia di euro.
C'È SEMPRE QUALCUNO PRONTO A DARE MAZZETTE. C'è da scommettere, se non fosse per l'età che forse frappone il suo naturale ostacolo, che tra qualche anno il terzetto e gli altri sodali coinvolti potrebbero riaffiorare agli onori della cronaca in qualche altra vicenda di appalti.
Tanto ci sarà sempre un imprenditore pronto a sganciare mazzette, e un pubblico funzionario compiacente, e un manager come quello dell' Expo Angelo Paris, che pur di fare carriera si mette con inusitato zelo a disposizione per favorire il malaffare.
DELINQUERE IN ITALIA? UN AFFARE. Alla stesso modo in cui la politica dei condoni ha reso l'evasione fiscale conveniente, così la mitezza della pena, e soprattutto il fatto che pressoché sempre scongiura lo spettro della carcerazione, rende la corruzione un affare che arricchisce in fretta senza eccessivi rischi. Tanto si patteggia, si resta un po' sottotraccia e poi si torna senza colpo ferire a far quel che si faceva prima.
SOLO 11 DETENUTI PER CORRUZIONE. Nelle sovraffollate carceri italiane ci sono appena 11 detenuti per il reato di corruzione. In Germania, tanto per non andare lontano, ce ne sono 8.600. Sempre in Italia, su 168 detenuti per frode fiscale, tre lo sono per reati societari e falso in bilancio.
Numeri che inequivocabilmente dicono come nel Belpaese, complici anche tempi di prescrizione scandalosamente brevi, delinquere sia un vero affare.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso