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SVOLTA 28 Novembre Nov 2014 1939 28 novembre 2014

M5s, il direttorio di Grillo ottiene il via libera dei militanti

Dalla Rete l'ok alla proposta del leader. Di Battista, Di Maio, Fico, Ruocco e Sibilia i garanti nominati. Ma restano le polemiche. La base contro Beppe.

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Beppe Grillo.

Il popolo del web ha detto sì. Col 91,7% dei voti i militanti del Movimento 5 stelle hanno dato il via libera al direttorio promosso da Beppe Grillo nella giornata del 28 novembre.
A FAVORE IL 91%. Nella consultazione indetta dal blog del leader pentastellato hanno votato favorevolmente in 34.050. Si è espresso per il no solo l'8,3%, pari a 3.077 voti. In totale, hanno partecipato alla votazione 37.127 iscritti certificati.
GRILLO RINGRAZIA. In un tweet è stato lo stesso Grillo a manifestare il suo entusiasmo per quella che si prefigura come una svolta storica in casa cinque stelle
«Grazie! Grazie a tutti! La votazione si è conclusa. Ha votato sì il 91%. Siamo pronti a costruire il futuro del M5s!».

CINQUE NOMI IN LISTA. Cinque i nomi promossi dalla consultazione: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia (leggi profili). Il clamoroso passo indietro dell'ex comico ha, dunque, assunto i crismi dell'ufficialità al termine di una giornata nella quale lo stesso Grillo aveva espresso i suoi malumori per il caos interno al Movimento.
UN COLLEGIO DI GARANTI. Prima autodefinendosi «stanchino», poi lanciando la proposta di un collegio di garanti col quale confrontarsi nelle scelte future del M5s. Una lista bloccata, di fatto, come strumento per riprendersi dal crollo elettorale e dalle accese polemiche scatenate dalle ultime espulsioni. «Queste persone si incontreranno regolarmente con me», ha spiegato Grillo, «per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti e costruire, con l’aiuto di tutti, il futuro del Movimento 5 stelle».
PROTESTA DI 10 DEPUTATI. Prima del voto un gruppetto di 10 deputati aveva fatto pubblicamente campagna contro il direttorio, lanciando l’hashtag #BeppeQuestaVoltaNonCiSto. Si tratta Mirko Busto, Massimo De Rosa, Fabiana Dadone, Giuseppe Brescia, Samuele Segoni, Massimo Artini, Andrea Cecconi, Alessio Villarosa, Federica Daga e Patrizia Terzoni. Hanno invece minacciato le «dimissioni» in caso di vittoria dei sì i deputati Daniele Pesco e Ferdinando Alberti. Anche Giulia Sarti ha detto di aver votato contro: «Nulla da eccepire sulle persone e sulla necessità di dotare i gruppi parlamentari di un’organizzazione di raccordo con i vertici del Movimento. Detto questo il metodo per arrivarci non può essere questo».

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