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POLITICA 28 Novembre Nov 2014 1730 28 novembre 2014

Puglia, Vendola: «Centrosinistra non c'è più, stop a primarie»

A Bari l'annuncio del governatore, in polemica con il segretario Pd barese Emiliano.

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Il governatore della Puglia, Nichi Vendola.

Polemica sulle primarie del centrosinistra in Puglia. A di 24 ore dalla consultazione popolare con la quale il centrosinistra ha intenzione di individuare il candidato a succedere a Nichi Vendola, alla guida della regione Puglia, è proprio il leader di Sel ad annunciare che si sfilerà dal voto.
«Se in questo momento non esiste più il centrosinistra, per conto mio non esistono neanche più le primarie», ha annunciato il governatore uscente. La notizia è arrivata al termine di un vertice di maggioranza convocato con urgenza da Vendola per affrontare le polemiche sorte intorno all'annuncio, dato dai segretari regionali di Pd e Udc Puglia, dell'appoggio dei centristi al centrosinistra per le prossime regionali.
SCONTRO CON EMILIANO. Una decisione che ha suscitato polemiche a destra e a sinistra e che, secondo Sel e altri partiti della coalizione, sarebbe stata presa in autonomia da Michele Emiliano accusato da Sinistra ecologia e libertà di «voler cambiare la natura della coalizione». Per difendersi dagli attacchi, Emiliano ha allora accusato Vendola di essere stato proprio lui, lo scorso novembre, a chiedergli di ottenere i voti dei centristi per approvare la variazione di bilancio in Consiglio regionale. E ha invitato il governatore pugliese a smetterla con i «moralismi e con le riunioni in sgabuzzino».
Parole che Vendola ha definito «inaccettabili» e rivelatrici del fatto che in «Puglia il centrosinistra non c'è più». «Credo», ha spiegato, «sia stato violato un vincolo fondamentale di solidarietà, di lealtà e di rispetto della verità. Il mio ufficio non è mai stato un mercatino per scambi di alcun genere».
NEL MIRINO L'ALLENZA CON L'UDC. Durante il vertice di maggioranza, al quale non ha partecipato alcun esponente del Pd a causa di «impegni elettorali», Vendola ed Emiliano si sono scambiati opinioni reciproche attraverso due lettere. Vendola ha chiarito non aver mai fatto «accordi sottobanco» ma al massimo di «aver chiesto senso di responsabilità», mentre Emiliano ha detto che «se si chiede aiuto all'Udc poi non ci si può stupire se questi chiedono di aderire alla maggioranza», salvo che «l'adesione sarà il centrosinistra a valutarla». «Non intendo ulteriormente esercitarmi in alcun pin pong polemico con Michele Emiliano», ha spiegato Vendola ai giornalisti, «il mio ufficio non è mai stato un mercatino per scambi di alcun genere. E credo che il centrosinistra abbia bisogno di una fisionomia limpida, di non essere l'area dei trasformisti e dei riciclati, ma abbia bisogno di continuare a dare speranza alla Puglia come ha fatto in questi dieci anni».
VENDOLA: «RICANDIDARMI? DOMANDA INAPPROPRIATA». Una frase che alcuni giornalisti hanno inteso come uno spiraglio per una possibile ricandidatura di Vendola. Ma, a domanda diretta, il governatore uscente fa una lunga pausa per rispondere prima di «non aver sentito» e poi che si tratta di «una domanda inappropriata». Poco prima, tuttavia, era stato il capogruppo di Sel in Consiglio regionale, Michel Losappio, a dire che il segretario del Pd «rischia di avere contro, nella sua campagna elettorale, non solo l'area politica elettorale di Sel ma anche l'attuale presidente della Regione».
SEL CHIEDE UN CHIARIMENTO POLITICO AL PD. Intanto Sel non chiude del tutto ma ammorbidisce la sua posizione spiegando che il «centrosinistra potrebbe ricompattarsi se nelle prossime ore, prima delle primarie, avverrà quel chiarimento politico che ristabilisca la verità e determini i confini del perimetro del centrosinistra». Un chiarimento che potrebbe arrivare già nella mattina di sabato 29 novembre con un nuovo vertice di coalizione fissato per le 10 nella sede del Pd. Altrimenti, avverte Sel, dovremo «invitare i nostri sostenitori a non partecipare al voto e il nostro candidato politico», Dario Stefano, «a fare un'altra scelta». In tal caso rimarrebbero in corsa, domenica 30 novembre, Emiliano e l'attuale assessore regionale alla Legalità, Guglielmo Minervini, anche lui del Pd.

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