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POLITICA 29 Novembre Nov 2014 1514 29 novembre 2014

Berlusconi al No tax day: «Jobs act inutile»

Il Cav torna in piazza: «Jobs act inutile. Voteremo le riforme, ma basta tasse sulla casa». Per il Colle dice Amato. Ma Salvini lo stronca: «Non lo voterei mai».

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Berlusconi parla dal palco di Milano per il No Tax Day.

Ritorno al passato. In occasione del No tax day Silvio Berlusconi dimentica il bavaglio dell'incandidabilità e ridiscende in piazza («i miei avvocati mi sconsigliano, ma devo dire come stanno le cose») e come ai vecchi tempi si scaglia contro il governo, ne condanna politiche economiche e fiscali, prepara il terreno elettorale e rispolvera le amate bordate ai giudici «politicizzati».
L'esecutivo di Renzi, ha attaccato il Cav dal palco di Milano, è «il terzo non eletto dal popolo», con «una maggioranza rubata», sostenuto da 140 deputati dichiarati incostituzionali e da 30 senatori che hanno tradito». In Italia, ha detto il Cav, «non c'è democrazia».
«VOTEREMO LE RIFORME MA BASTA TASSE SULLA CASA». E se il Cav ha confermato che Forza Italia «non può non votare» le riforme istituzionali che propone da 20 anni, ha subito precisato come «per tutto il resto siamo fortemente, decisamente e responsabilmente all'opposizione». Soprattutto delle politiche economiche di Palazzo Chigi.
Forza Italia è «contro le politiche economiche del governo, che ci hanno portato alla peggiore situazione per mancanza di posti di lavoro dal 1976», ha detto l'ex premier. «Siamo contro anche la politica fiscale che colpisce anzitutto la casa, che per noi è sacra».
«Per 6 mesi compravendite delle case senza alcuna imposta», ha poi rilanciato aggiungendo che ha intenzione di proporre una flat tax per tutti con una tassazione al 20% del reddito per le famiglie.
«IL JOBS ACT È INUTILE». Berlusconi ha poi ribadito diversi punti del programma elettorale del 2013, ritenendoli più efficaci per creare lavoro del Jobs act di Renzi.
«Il Jobs act non serve assolutamente a niente», ha poi detto l'ex premier secondo il quale i vertici di Confindustria «non pensano che si potrà assumere un solo italiano in più».
Fra le proposte, una graduale «riduzione in tre, quattro anni fino all'abolizione dell'Irap», insieme alla «decontribuzione completa per tre anni» per chi fa assunzioni a tempo indeterminato.
Che Berlusconi si senta già in campagna elettorale lo testimoniano le sue parole: «Dobbiamo essere pronti a tutto, a votare con il Consultellum o con l'Italicum», ha detto il Cav che vede sempre più probabile il ritorno alle urne.
«Dobbiamo fare in modo che questo governo non faccia male all'Italia noi non siamo come la sinistra, noi siamo coerenti, non possiamo fare la politica del tanto peggio».
«NO A PREFERENZE E VOTO DI SCAMBIO». Per quanto riguarda i suoi gusti sulla nuova legge elettorale, ha lasciato poco spazio ai dubbi: «La politica delle preferenze e del voto di scambio non ci appartiene. Qualcuno la vuol fare tornare in Forza Italia». Un chiaro riferimento a Raffaele Fitto e alla sua battaglia per le primarie di coalizione.
«Dobbiamo abbandonare la politica degli slogan», ha continuato Berlusconi soffermandosi sulle vicende interne al partito e sottolineando come sia «miracoloso che siamo ancora al 16%, considerando da quanto tempo non vado in giro per l'Italia».
Sistemati gli avversari interni, il Cav si è dedicato agli altri: «Grillo è stanco, io sono più in forma che mai, sono carico, convinto, impegnato».
SCONTRO CON SALVINI SU AMATO. E ne ha avuto anche per Matteo Salvini, leader della Lega: «I suoi slogan sono un modo per fare risultati ma non possiamo pensare che il Paese possa essere gestito così. Salvini sarà uno dei goleador del centrodestra il benvenuto, ma da qui a dire che io ho investito Salvini...».
Con il leader leghista è nato anche uno scontro sul successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. Se Berlusconi ha fatto il nome di Giuliano Amato, Salvini lo ha subito stroncato: «È l'ultimo uomo sulla faccia della Terra che voterei come presidente della Repubblica. Anzi, se fosse l'ultimo non lo voterei».

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