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MONTECITORIO 29 Novembre Nov 2014 1856 29 novembre 2014

Legge di stabilità, la Camera conferma la fiducia

Passano tutte le votazioni in Aula. Da sciogliere al Senato il nodo casa. Irrompe il caso vaccini.

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L'Aula di Montecitorio.

La Camera vota per tre volte la fiducia al governo sulla Legge di stabilità.
I deputati si sono trovati di fronte a tre votazioni distinte su altrettanti articoli in cui il provvedimento è stato spacchettato. Dopo aver assicurando nelle prime due richieste il pieno sostegno al governo l'Aula ha ha concluso con 346 sì, 39 no ed una astensione anche la terza votazione.
La mattina del 30 novembre Montecitorio si troverà di nuovo riunito per dare il via libera al testo in sé, così come modificato dalla commissione Bilancio.
Il weekend è dunque di pieno lavoro e rappresenta, secondo Matteo Renzi, «un bel messaggio» per tutto il Paese. Dal primo dicembre il testo approda al Senato dove sono ancora molti i nodi da sciogliere.
AGGIUSTAMENTI SU IRAP E IVA. Innanzitutto la partita fiscale, dagli aggiustamenti sull'Irap a quelli sui minimi e le partite Iva. Il governo deve inoltre prendere una decisione sulla tassazione dei rendimenti dei fondi pensione e della rivalutazione del Tfr.
La questione, alquanto spinosa e tuttora irrisolta, è stata rimandata al Senato proprio per avere più tempo di analisi e di confronto tra chi all'interno dell'esecutivo (e soprattutto a Palazzo Chigi) vorrebbe mantenere l'aumento previsto dal ddl così com'é, cioè al 26%, e chi invece, considerando i fondi pensione non come una rendita ma - appunto - come un trattamento previdenziale, punterebbe ad attutire l'incremento.
CASA, DUE LIVELLI DI TASSAZIONE. Sul tavolo c'è poi il nodo casa. Ncd continua a farne uno dei suoi cavalli di battaglia, chiedendo a gran voce, e in alcuni casi promettendo, una risistemazione dell'attuale sistema di tassazione.
Il governo è fortemente intenzionato a raggiungere una semplificazione distinguendo nettamente, con la local tax, i due livelli di tassazione: comunale e centrale.
L'accorpamento di Imu e Tasi porterebbe infatti con sé anche un trasferimento ai Comuni del gettito Imu sugli immobili di categoria D (i capannoni) e allo Stato dell'addizionale Irpef, che andrebbe così a 'ricongiungersi' con l'imposta sul reddito.
LE REGIONI CHIEDONO MENO TAGLI. Un fattore questo tecnicamente complesso, considerando soprattutto che nelle intenzioni del governo la nuova tassa dovrà essere introdotta ad assoluta parità di gettito, non facendo quindi pagare agli italiani nemmeno un euro in più.
Per le aliquote dovrebbe essere previsto un range compreso tra il 2,5 e il 5 per mille per la prima casa e tra l'8 e il 12 per mille sulla seconda. Per le detrazioni si partirebbe invece da 100 euro.
Al Senato si deve inoltre affrontare anche la partita Regioni, cercando di alleggerire l'impatto della spending review da 4 miliardi imposta dal governo e dovrà essere trovata una soluzione per i dipendenti delle province. Possibile infine che, dopo il caso vaccini anti-influenzali, la Legge di stabilità diventi anche il veicolo per ridurre i tempi e porre sanzioni stringenti sulla farmaco vigilanza.

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