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ENDORSEMENT 29 Novembre Nov 2014 1651 29 novembre 2014

Marine Le Pen: «Salvini mi manda in estasi»

La leader del Front national: «Lui premier? Perché no?». Renzi è «come Sarkozy». Salvini: «Noi, gli ultimi europeisti rimasti».

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Matteo Salvini e Marine Le Pen.

Dopo gli applausi, poi smorzati, di Silvio Berlusconi sono arrivati anche quelli, a scena aperta, di Marine Le Pen.
La leader del Front national s'è detta «in estasi» davanti all'energia di Matteo Salvini, confessando di ammirare nel leader della Lega la straordinaria «capacità di lavorare e di convincere».
SALVINI AL CONGRESSO DI LIONE. A margine del XV congresso del suo partito a Lione, parlando con i giornalisti italiani, Marine Le Pen ha detto a proposito di Salvini, presente all'iniziativa: «È un uomo estremamente coraggioso», ha sottolineato Le Pen, «ha impresso una svolta nazionale che domani rimetterà la Lega Nord al centro della vita politica italiana. Lui primo ministro? Perché no?».
Le Pen ha spiegato che il fatto più straordinario è che Salvini ha impresso la svolta «nazionale» alla Lega «in un lasso di tempo brevissimo. Lui ha un'energia assolutamente travolgente, anch'io talvolta resto in estasi davanti alla sua capacità di convinzione e alla sua capacità di lavorare».
«CI CHIAMANO RAZZISTI PER SCREDITARCI». Anche la Lega, come il Front national, viene tacciata dagli avversari di razzismo: «Fanno così con tutti quelli che sono contro l'immigrazione», ha risposto Marine Le Pen.
«Lui sta facendo bene, si può essere assolutamente contro la politica di immigrazione senza essere razzisti. Quest'idea convenzionale costruita dai nostri avversari per impedire ogni discussione sulla politica di immigrazione massiccia ha fatto il suo tempo. Il popolo francese non crede più nemmeno per un secondo ad accuse del genere. E ha ragione».
Parole molto meno dolci per Matteo Renzi, paragonato a Nicolas Sarkozy perché entrambi hanno un gran «talento oratorio che poi mettono al servizio della menzogna politica».
RENZI È L'ALTRO MATTEO. Per Le Pen, «Renzi ha basato il suo successo su un discorso antieuropeo. Purtroppo c'è un problema, lui nasconde la sottomissione all'Unione europea dentro un involucro antieuropeo. Questo può resistere soltanto qualche mese, ma a un certo punto la gente se ne rende conto. Come con Sarkozy, che parlava di Schengen, di libertà e referendum poi si è sottomesso all'Unione europea, vietando il referendum in Grecia con Angela Merkel e lasciando l'economia alla mercé dell'Ue. Le parole e le azioni vengono capite sempre più velocemente dalla gente e questo è successo a Matteo Renzi, l'altro Matteo».

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