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POLEMICHE 29 Novembre Nov 2014 1216 29 novembre 2014

Renzi: «Imprenditori eroi del nostro tempo»

«Obiettivo: 18 miliardi di tasse in meno». Camusso: «Il futuro lo creano i normali».

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Il premier Matteo Renzi.

La luce in fondo al tunnel è ancora lontana. L'Istat ha confermato un Pil a crescita zero nel quarto trimestre del 2014, mentre la disoccupazione è salita al 13,2%: un nuovo record storico. Ma il presidente del Consiglio Matteo Renzi continua a essere ottimista, e vede negli imprenditori la chiave per uscire dalla crisi.
«AIUTATECI A CAMBIARE». «Ciascuno di voi è un imprenditore, un artigiano, un lavoratore», ha esordito il premier in un messaggio alla Cna. «Sa perfettamente che partire la mattina con il grido 'tanto non ce la faremo mai', non è soltanto frustrante, rende impossibile l'impresa. Chi la mattina si alza e prova a fare il suo mestiere, e lo fa mettendosi in gioco tutto, è un eroe dei tempi nostri, è un eroe della quotidianità. Ed è a queste persone che io rivolgo il mio saluto e anche il mio appello: dateci una mano a cambiare l'Italia».
Un plauso che è anche appello in «un momento difficile per il Paese. È un momento in cui è forte il sentimento di rassegnazione, di stanchezza. Quanti dicono 'ah, non ce la faremo mai'? E invece noi ce la faremo, ce la faremo perché siamo più forti della crisi, più forti della paura, più forti anche delle debolezze che ha il sistema Paese», ha detto il premier in un messaggio alla Cna.
«LO STATO DIMAGRISCE PER LA PRIMA VOLTA». Il capo del governo ha rivendicato come un importante traguardo raggiunto l'abbattimento delle tasse: «Per la prima volta lo Stato che dimagrisce anziché ingrassare. La riduzione delle tasse come un inizio di un processo rivoluzionario, questo è il nostro obiettivo. Una riduzione di 18 miliardi di tasse».
Il premier ha proseguito: «Non soltanto gli 80 euro per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ma anche un abbassamento dell'Irap, una semplificazione delle procedure, la possibilità per chi dal primo gennaio creerà posti di lavoro a tempo indeterminato per i primi tre anni di non pagare i contributi. Un investimento cioè sul futuro, sul domani del nostro Paese».

Obiettivo semplificazione del sistema fiscale

Palazzo Chigi, sede del governo.

L'intenzione è quella di semplificare il sistema fiscale, «anche perché vorrei vedere come si fa a renderlo meno semplice a renderlo più complicato il sistema fiscale italiano. Modificando il sistema della giustizia civile con il tribunale delle imprese, per dire 'sì sì' o 'no no' senza farla troppo lunga, intervenendo su una burocrazia».
DETERMINAZIONE E IMPEGNO. Per il premier sono «tutte cose che possiamo e dobbiamo fare, ma accanto a questo c'è la passione, l'energia, la determinazione, il coraggio l'impegno di chi come voi oggi sceglie un luogo, un luogo che era stato distrutto dal terremoto e che voi avete rimesso in piedi, gli emiliano romagnoli certo. Ma accanto alla tenacia degli emiliani romagnoli, quelle terre sono state ricostruite dalla passione e dal coraggio degli artigiani, degli imprenditori e dei lavoratori».
Il presidente del Consiglio ha ribadito la contrapposizione «tra chi pensa che di fronte a un problema si debba urlare più forte e alimentare il problema per creare ancora più tensioni e chi invece, rimboccandosi le maniche, facendo il proprio pezzo di strada, questo Paese lo rimette in gioco».
«NOI E VOI CREDIAMO DI POTERCELA FARE». E ha aggiunto: «Quelli siamo noi, quelli siete voi, quella è l'Italia che porterà il Paese fuori dalle sabbie mobili dal pantano. Siamo a Palazzo Chigi a lavorare anche noi. Meno male, potrete dire; era ora, dirà qualcun altro. In ogni caso quello che caratterizza noi e voi e quello che è molto semplice, è l'idea che questa volta ce la facciamo e non è un problema di gufi o di pessimismo».
Ancora un punto di unione tra il governo e gli imprenditori: «Quello che caratterizza noi e voi è molto semplice: è l'idea che insieme stavolta ce la facciamo e non è un problema di gufi o di pessimisti, è un problema che l'Italia oggi è divisa tra chi pensa che, di fronte a un problema, si debba urlare più forte, creare ancora più tensioni, e chi invece, rimboccandosi le maniche, facendo il proprio pezzo di strada, questo Paese lo rimette in gioco. Quelli siamo noi. Quelli siete voi. Quella è l'Italia che porterà il Paese fuori dalle sabbie mobili e dal pantano».

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