Jian Huah 141129181116
CHOC POLITICO 29 Novembre Nov 2014 1811 29 novembre 2014

Taiwan, il Kuomintang crolla alle amministrative

Il partito di governo perde cinque città. Compresa la capitale. Si dimette il premier Jiang.

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Jiang Yi-huan, premier dimissionario di Taiwan.

Soffia un vento nuovo su Taiwan. Ko Wen-je, medico 55enne, candidato indipendente sostenuto dall'opposizione, ha vinto le elezioni municipali della capitale Taipei, sconfiggendo il Kuomintang e spezzando un'egemonia che durava fin dalla fondazione dello Repubblica di Cina.
Per il partito, che ha perso il controllo di cinque città, è solo l'ultimo colpo, quello più doloroso, che è costato le dimissioni del premier Jiang Yi-huah.
PRESIDENZIALI NEL 2016. Un vero e proprio choc politico, l'inizio di un cambiamento più radicale delle attese, che puntavano a una sconfitta moderata per il Kuomintang. A finire sul banco degli imputati anche il presidente Ma Ying-jeou, con le sue politiche di avvicinamento a Pechino evidentemente rifiutate dalla popolazione.
Il dato delle elezioni comunali non può che preoccupare il Kuomintang, che nel 2016 potrebbe perdere la presidenza. Ma ha comunque fatto sapere di non volersi dimettere dal ruolo di guida del partito.
La sconfitta è arrivata pochi mesi dopo l'apparire del 'movimento dei girasoli', un movimento di studenti e che ha portato alla luce l'esistenza di una «identità taiwanese» distinta da quella «cinese» all' interno delle giovani generazioni.
UN MESSAGGIO AI NAZIONALISTI. «Abbiamo voluto mandare un messaggio ai nazionalisti (cioè il Kuomintang). Taiwan è un Paese indipendente. Non vogliamo che il governo prenda delle iniziative che ci portino a essere ingoiati dalla Cina», ha dichiarato Lin Wen-chin, 48 anni, produttore cinematografico, spiegando perché ha votato per Ko.
Il Dpp (Partito democratico progressista), che è favorevole all'indipendenza di Taiwan, è ora in pole position per le presidenziali del 2016. Una vittoria degli indipendentisti potrebbe costringere Pechino a rivedere la sua politica verso l'isola, basata fino ad oggi sulla promozione di una sempre maggiore integrazione economica che avrebbe aperto la strada alla riunificazione, punto centrale della politica estera della Repubblica popolare Cinese fin dalla sua fondazione nel 1949.

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