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ALLEANZE 30 Novembre Nov 2014 1705 30 novembre 2014

Renzi apre al M5s: «Berlusconi non dà più le carte»

Il premier: «I grillini? Ragazzi seri. Se vogliono, scriviamo assieme le regole». Forza Italia è avvisata: «B. al tavolo, ma non dà più le carte». Incognita sul Colle.

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Matteo Renzi e, alle sue spalle, i grillini.

Patto del Nazareno, successione di Napolitano, ricerca di nuovi alleati.
Matteo Renzi ha parlato a tutto campo di attualità politica durante la trasmissione In mezz'ora su RaiTre.
Innanzitutto sullo stato di fibrillazione che vive il Movimento 5 stelle.
«NON TEMO SALVINI». «Non ho paura della Lega e di Salvini o di Beppe Grillo», ha detto il premier. «Grillo ha cavalcato la rabbia, noi abbiamo cavalcato la speranza e vinto 40 a 20», è stato il solito riferimento al risultato delle Europee di maggio 2014.
«Grillo aveva un calcio di rigore, poteva cambiare Italia. Ha scelto di non far giocare i suoi. Molti di questi ragazzi sono molto seri».
Infatti con alcuni di loro si potrebbe anche intavolare un dialogo.
«Se i cinque stelle sono disponibili a scrivere assieme regole, tutta la vita», è stata l'apertura di Renzi.
«B. È CONTRO IL GOVERNO». Soprattutto ora che con l'ex Cavaliere il dialogo sembra essere finito.
Un estremo tentativo, si ragiona in ambienti di governo, per far capire a tutti che la strada tracciata non si può mettere in discussione rispetto a calcoli di piccolo cabotaggio politico.
«Berlusconi sta al tavolo, ma non dà più le carte», ha detto il presidente del Consiglio ribadendo che il fatto che Silvio Berlusconi «sia contro il governo dimostra che l'accordo del Nazareno non è sul governo del Paese».
Sullo sfondo c'è sempre la delicata questione del nuovo capo dello Stato, nel caso in cui Giorgio Napolitano dovesse lasciare il suo posto a breve.
«Ma questo non blocca le riforme», ha commentato Renzi. «Finirle è l'unico modo per dare un senso alla legislatura».
«NON TIRIAMO I REMI IN BARCA». Forza Italia vorrebbe prendere tempo. «L'Italicum prima del presidente della Repubblica? Non sono in grado ora di dare una risposta perché dipende da quando si dimette il presidente della Repubblica. Sicuramente non si possono tirare i remi in barca sulle riforme perché potrebbe accadere qualcosa su un altro fronte», ha risposto il premier.
Il Cav però insiste per cambiare verso alla tabella di marcia (prima il Colle poi le riforme) e punta a essere determinante nella scelta del successore di Napolitano («puntiamo su Giuliano Amato»).
SILVIO: «SI VOTA PRIMA DEL PREVISTO». Berlusconi ha detto chiaro e tondo che ormai siamo in campagna elettorale e, a conferma di ciò, ha rispolverato i cavalli di battaglia e tutto l'armamentario azzurro per «riconquistare i delusi e riportare Forza Italia al governo».
Silvio sembra convinto che si andrà al voto anzitempo (in primavera con il Consultellum oppure poco dopo con l'Italicum) e forse su questa tempistica, il premier potrebbe anche vederla allo stesso modo.
Ecco perché, nel dubbio - è la convinzione in Fi - Renzi continua a spingere sulla riforma elettorale anche per avere un'arma in più (e trovarsi pronto nell'emergenza). Ha spiegato che il timing potrebbe riservare delle sorprese anche se ormai per il voto finale dell'Aula se ne riparlerà dopo le festività natalizie: «Entro Natale approderà in Aula al Senato, ma non ci sarà ancora il voto finale».

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