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POLITICA 1 Dicembre Dic 2014 0625 01 dicembre 2014

M5s, militanti in fuga: il tramonto della democrazia diretta

Flop della piattaforma ideata da Grillo. Solo 7 proposte discusse arrivate in Aula.

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Il leader del M5s, Beppe Grillo.

Addio alla rivoluzione digitale del Movimento 5 stelle.
Sono lontani i tempi della «Rete sovrana» invocata dal leader dei pentastellati Beppe Grillo che, insieme con il guru del M5s Gianroberto Casaleggio, ha creato la piattaforma su internet per la discussione delle proposte di legge da parte dei sostenitori grillini. Perché, come ha svelato il quotidiano La Stampa, di quel sogno resta ben poco: un forum sempre più deserto e poche centinaia di militanti pentastellati attivi.
NESSUNA IDEA APPROVATA. A confermare il dramma interno al M5s sono i numeri: in un anno, infatti, i testi dibattuti online sono stati 90 e appena sette sono stati realmente presentati in parlamento. E nessuno è stato approvato.
Eppure all'inizio, erano migliaia gli interventi dei militanti sul web, soprattutto sui temi cari ai pentastellati come l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, ma pure il reddito di cittadinanza e il libero accesso alla Rete.
POCO INTERESSE SUL WEB. Invece, negli ultimi mesi qualcosa s'è inceppato, visto che oltre la metà delle proposte pubblicate sulla piattaforma non raccoglie neppure 200 commenti e nel 25% delle leggi, la discussione coinvolge meno di 100 utenti. E dire che sono circa 100 mila i militanti che, via mail, sono invitati a partecipare ai lavori ogni volta che una legge appare sul sito.
MILITANTI FRUSTRATI. Inoltre, tra gli iscritti c'è un forte malumore per l'impossibilità di presentare sulla piattaforma le loro proposte, visto che possono solo integrare o modificare i documenti pubblicati dai parlamentari.
Per non parlare poi delle 'discussioni' che si rivelano essere spesso di semplici «favorevole», sempre che i commenti non vadano fuori tema.
MENO UTENTI PER GRILLO. Anche il blog di Grillo non se la passa bene. E anche se non ci sono dati ufficiali, al quotidiano diretto da Mario Calabresi risulta che i visitatori sono dimezzati: dai 2,8 milioni di dicembre 2013, il portale del leader del M5s è crollato a circa 970 mila di ottobre. E l'identico trend vale per i profili Facebook e Twitter.

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