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SUCCESSIONE 2 Dicembre Dic 2014 0832 02 dicembre 2014

Riccardo Muti al Quirinale dopo Napolitano

Il figlio: «Lo ha proposto Renzi». Il maestro incontra Nardella e la moglie del premier.

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Riccardo Muti.

Spunta il nome di Riccardo Muti per la successione di Giorgio Napolitano al Colle. Il presidente della Repubblica ha fatto sapere di non voler lasciare prima della fine dell'anno, ma dopo il 31 dicembre parte la corsa per il Quirinale.
Come riporta il Fatto Quotidiano, Muti starebbe valutando l'ipotesi di accettare l'incarico dopo che il suo nome è stato proposto da Matteo Renzi.
IPOTESI CONCRETA. «Bisogna osare nella vita, come nella politica», ha detto Domenico Muti, terzogenito del maestro e curatore dei contatti del padre per la 'Riccardo Muti Music'.
«Abbiamo parlato in famiglia dell'eventuale elezione al Quirinale, sappiamo che una cosa del genere va presa con serietà. Ed è quello che faremo, il suo nome l'ha fatto Renzi e una proposta del premier è una cosa seria».
INCONTRI CON NARDELLA E AGNESE RENZI. Il maestro Muti, 73 anni, è tornato il primo dicembre a Firenze (città di Renzi) per dirigere un'orchestra cinque anni dopo l'ultima sua apparizione nel capoluogo toscano, il cui sindaco è il fedelissimo renziano Dario Nardella.
Inoltre, al concerto del primo dicembre erano presenti la moglie del premier, Agnese Renzi, e il ministro della Cultura Dario Franceschini. Tutti indizi del fatto che qualcosa si stia muovendo dietro le quinte.
NOME CONDIVISO DA BERLUSCONI. Secondo il Fatto Quotidiano, il nome di Muti sarebbe uno dei più accreditati a Palazzo Chigi perché risponderebbe a diverse esigenze: innanzitutto quella di riportare un cattolico al Quirinale, andando incontro alle richieste delle gerarchie ecclesiastiche.
Inoltre Renzi vorrebbe un nome prestigioso per rappresentare l'Italia nel mondo. Infine serve una personalità condivisa e sembra che Silvio Berlusconi abbia accettato la proposta del premier, ponendo solo una condizione: Gianni Letta segretario generale del Quirinale.
PALAZZO CHIGI: «RIVELAZIONI PRIVE DI FONDAMENTO». Una nota di Palazzo Chigi ha parlato di «retroscena e presunte rivelazioni destituite di ogni fondamento» spiegando che «il presidente del Consiglio non sente il maestro Muti da anni e non ha parlato con lui né con Domenico Muti che non ha il piacere di conoscere».

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