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POLITICA 3 Dicembre Dic 2014 1900 03 dicembre 2014

Jobs Act è legge: sì del Senato alla fiducia

Via libera definitivo alla delega sul lavoro: 166 i sì, 112 i no. Scontri a Roma.

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Una veduta dell'Aula del Senato.

Con 166 voti a favore, 112 contrari e un astenuto, l'Aula del Senato ha votato la fiducia al governo sul Jobs Act, approvando definitivamente in terza lettura la delega per la riforma del mercato del lavoro, nella stessa versione licenziata dalla Camera.
Il sì alla fiducia ha, dunque, completato l'iter parlamentare del ddl delega, che diventa così definitivo. Ora, è compito del governo a emanare i relativi decreti delega.
RENZI: «SI CAMBIA DAVVERO». «Il Jobs Act diventa legge», ha immediatamente cinguettato il premier Matteo Renzi, «l'Italia cambia davvero. Questa è #lavoltabuona. E noi andiamo avanti». Ottiene, infatti, il via libera una delle riforme chiave dell'esecutivo, sulla quale si è infiammato lo scontro coi sindacati e tra le fila dello stesso Partito democratico.

POLETTI: «TESTO DECISAMENTE MIGLIORATO». Con l'ok definitivo al Jobs Act, il parlamento «ci consegna un testo significativamente cambiato e migliorato», ha commentato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: ora si dovrà procedere «speditamente» ai decreti attuativi, «partendo da quelli per l'introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che vogliamo rendere operativo da gennaio».
VENDOLA: «SMANTELLANO I DIRITTI DEL LAVORO». Decisamente diversi i toni utilizzati da Nichi Vendola, tra i più accesi contestatori del Jobs Act. «Smantellano civiltà dei diritti del lavoro e lo chiamano Jobs Act», ha scritto su Twitter il leader di Sinistra ecologia e libertà. «Il governo Renzi» - ha proseguito il leader di Sel - «è diventato così l'alfiere delle battaglie storiche della destra sui diritti del lavoro. Immaginare» - ha consluso Vendola - «che la perdita di diritti e di reddito lavoro possa aiutare il sistema economico a uscire dalla crisi è pura superstizione».

Modifiche all'articolo 18 e ammortizzatori, cosa cambia

Modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, estensione degli ammortizzatori sociali, nuove regole per l'Aspi, cambiamenti nelle norme sui controlli a distanza, introduzione del contratto a tutele crescenti e superamento delle collaborazioni coordinate e continuative: sono queste le principali novità contenute nella delega sul lavoro.
Dopo l'ok definitivo l'obiettivo è approvare entro dicembre i primi decreti delegati a partire da quelli sul contratto a tutele crescenti e sulla nuova Aspi. Ecco in sintesi cosa prevede il provvedimento:

- CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI PER I NEOASSUNTI. Arriva il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio per tutti i neoassunti. Cambia l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori con la possibilità di reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi limitata solo a quelli nulli e discriminatori e a «specifiche fattispecie» di quelli disciplinari (legati al comportamento del lavoratore). Saranno i decreti delegati a stabilire quali saranno queste fattispecie. Sui licenziamenti per motivi economici (esigenze aziendali) giudicati ingiustificati sarà previsto solo l'indennizzo. Se i decreti arriveranno entro dicembre il nuovo contratto potrà usufruire degli sgravi contributivi previsti dalla legge di Stabilità per le assunzioni fatte nel 2015.

- RIORDINO FORME CONTRATTUALI E RAPPORTI LAVORO, SUPERAMENTO COLLABORAZIONI. L'obiettivo al quale si vuole arrivare con il contratto a tutele crescenti è di farne la modalità normale di assunzione sfoltendo le decine di forme contrattuali e le norme esistenti. Si punta alla creazione di un testo organico di disciplina delle varie tipologie contrattuali e al «superamento» delle collaborazioni coordinate e continuative.

- MANSIONI FLESSIBILI E CONTROLLI A DISTANZA. Si rivede la disciplina delle mansioni in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l'interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell'inquadramento. Il passaggio da una mansione all'altra diventa più semplice (con la possibilità anche di demansionamento). Viene rivista anche la disciplina dei controlli a distanza con la possibilità di controllare impianti e strumenti di lavoro.

- RIFORMA CIG. Sarà impossibile autorizzare la Cig in caso di cessazione «definitiva» di attività aziendale. L'obiettivo è di assicurare un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori con tutele uniformi e legate alla storia contributiva del dipendente. Saranno rivisti i limiti di durata del sussidio (adesso il tetto è di due anni per la cassa ordinaria e di quattro per la straordinaria) e sarà prevista una maggiore partecipazione da parte delle aziende che la utilizzano. Si punta alla riduzione delle aliquote di contribuzione ordinarie (ora all'1,9% della retribuzione) con la rimodulazione delle stesse tra i settori in funzione dell'effettivo impiego.

- RIFORMA ASPI. La durata del trattamento di disoccupazione dovrà essere rapportata alla «pregressa storia contributiva» del lavoratore con l'incremento della durata massima (per ora fissata a 18 mesi a regime nel 2016, ndr) per quelli con le carriere contributive più rilevanti. Si vuole estendere l'Aspi ai collaboratori fino al superamento di questo tipo di rapporto di lavoro. Per le persone in situazione di disagio economico potrebbe essere introdotta dopo la fruizione dell'Aspi una ulteriore prestazione eventualmente priva di contributi figurativi.

- RAZIONALIZZAZIONE INCENTIVI ALL'ASSUNZIONE E ALL'AUTOIMPIEGO. Si istituisce inoltre un'Agenzia nazionale per l'impiego e si punta a semplificare e razionalizzare le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese. L'obiettivo e' svolgere tutti gli adempimenti per via telematica.

- NO VACATIO LEGIS. Legge e decreti delegati entreranno in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta. Gli effetti degli interventi normativi saranno oggetto di un monitoraggio permanente da realizzarsi senza maggiori oneri.

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