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VERTICE 4 Dicembre Dic 2014 1522 04 dicembre 2014

M5s, Casaleggio alla Camera da Di Maio

Il guru benedice il direttorio e snobba Pizzarotti. Molti assenti all'assemblea. Venti di scissione.

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Gianroberto Casaleggio, capo della comunicazione del Movimento 5 stelle.

Visita alla Camera dei deputati il 4 dicembre per il cofondatore del Movimento 5 stelle Gianroberto Casaleggio.
Il leader pentastellato si è recato nello studio del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, uno dei cinque garanti nominati dai vertici del Movimento.
Nel tardo pomeriggio si è svolta un'assemblea congiunta dei gruppi M5s a cui Casaleggio ha deciso di non partecipare. Oltre 50 tra deputati e senatori erano assenti, segno che la spaccatura interna è ancora importante dopo le ultime espulsioni e la nomina dei garanti da parte di Beppe Grillo. Le voci di scissione, infatti, sono sempre più forti.
FRENO ALLE ESPULSIONI. Casaleggio ha dato la sua 'benedizione' ufficiale al nuovo direttorio, ha voluto ascoltare proposte e idee ma principalmente ha indicato il nuovo corso che, a suo avviso, il Movimento dovrà intraprendere. Un percorso nel quale i dissidenti rappresenterebbero una variabile ininfluente: la strategia suggerita dal guru milanese, infatti, sarebbe quella di non intervenire né con espulsioni, né con un inasprimento dei toni che «farebbe soltanto il loro gioco». Anche per questo Casaleggio non avrebbe voluto soffermarsi più di tanto sull'incontro del 7 dicembre a Parma organizzato dal sindaco Federico Pizzarotti: «Non faremo niente ma, se decidono di andarsene, non accadrà nulla», è il senso delle parole che avrebbe detto ad alcuni fedelissimi.
STOP AL DIVIETO DI ANDARE IN TELEVISIONE. Casaleggio avrebbe poi raccolto anche le richieste di tanti che chiedono un ammorbidimento del divieto di andare in tivù. L'idea non piace all'imprenditore meneghino che però avrebbe ceduto in parte, ripromettendosi di valutare meglio la questione.
INIZIATIVE DEI COMUNI IN RETE. In un'ottica di un sempre maggiore coinvolgimento del territorio, il cofondatore pentastellato si sarebbe soffermato sull'organizzazione del Movimento. Casaleggio avrebbe insistito sulla necessità di mettere in Rete tutte le iniziative cinquestelle, partendo da quelle dei Comuni, magari all'interno di una gigantesca struttura informatica capace di raccogliere dati da tutta la Penisola. Una rete cinquestelle dei Comuni e dei territori su cui veicolare iniziative locali ma anche parlamentari a partire dal reddito di cittadinanza. Il nuovo direttorio, infatti, sarebbe funzionale proprio a questo tipo di progetto.
Casaleggio avrebbe ribadito la necessità di individuare competenze di settore e di assegnare deleghe precise ai cinque componenti del collegio di garanti. Un'idea raccolta da molti che hanno però anche chiesto di allargare il direttorio con l'ingresso di altre persone.
Sullo sfondo restano, per il momento, la grande attenzione per le elezioni al Quirinale e per l'inchiesta 'Mafia Roma' che secondo molti nel gruppo rappresenta un'occasione di rilancio del M5s.

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