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INCHIESTA 4 Dicembre Dic 2014 0800 04 dicembre 2014

Mafia Capitale, Giuliano Poletti e la foto con Salvatore Buzzi

Il ministro giustifica lo scatto assieme a Salvatore Buzzi: «Ero presidente Legacoop. Partecipavo a migliaia di incontri». 

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Una foto che ha imbarazzato non poco l'attuale ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
Si tratta di uno scatto risalente al 2010, quando il politico era presidente della Lega Coop. E lo vede a tavola in un ristorante romano assieme ad alcuni dei personaggi che sono stati coinvolti e indagati nell'indagine sulla 'cupola romana' che controllava gli appalti nella capitale con modalità di stampo mafioso.
AL TAVOLO ANCHE ALEMANNO. Alla sinistra di Giuliano Poletti è seduto Franco Panzironi, ex amministratore delegato della municipalizzata dei rifiuti Ama (arrestato).
Dall'altra parte del tavolo, l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno (in camicia bianca) e Salvatore Buzzi (polo rossa), responsabile della Cooperativa '29 giugno'.

La foto che ritrare Giuliano Poletti al tavolo con Salvatore Buzzi (Corriere della Sera).

«È sgradevole essere tirato ancora in ballo», ha spiegato il ministro il 4 dicembre a Il Messaggero. «Allora ero il presidente della Lega delle cooperative e se fai il presidente delle Coop o di Confindustria e della Confartigianato o di qualsiasi associazione di qualche rilievo, è ovvio che partecipi a tante iniziative e incontri tante persone».
Se si ha un ruolo pubblico «inevitabilmente partecipi a migliaia di incontri e di certo non puoi conoscere tutti quelli che aderiscono alla stessa iniziativa».
«SONO SERENO». Nonostante quella foto, Giuliano Poletti si è detto sereno: «Non ho fatto nulla con nessuno e non ci possono essere e non ci sono, corresponsabilità di alcun tipo». Ha ribadito che conosceva Salvatore Buzzi: «Era presidente o vicepresidente della più importante cooperativa sociale di Roma. Ovvio che sia andato alla sua assemblea di bilancio e che abbia partecipato a delle sue iniziative. Ma la cosa è nata e finita lì. Buzzi non è una persona che ho frequentato in altre occasioni».

Anche se «sereno» Giuliano Poletti sta comunque male nel vedere il suo nome «messo vicino alle schifezze che ci sono. Sono indignato. Quelle cose non c'entrano nulla con il sottoscritto. Sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile. Contro queste cose ho fatto la guerra per 40 anni. Sono arrabbiato soprattutto per tutte quelle cooperative sociali perbene e le persone perbene che ci lavorano».
«BUZZI? SEMBRAVA UNA PERSONA PERBENE». Il ministro del Lavoro ha ribadito che «tutti quanti sapevano che Salvatore Buzzi era stato condannato per omicidio ma noi che viviamo in questi mondi pensiamo che ci sia la possibilità di cambiare la propria vita».
Buzzi «era apparso come una persona perbene che da carcerato si era laureato, faceva una vita dove si impegnava perché le persone che uscivano dal carcere avessero un'altra possibilità. Scoprire quello che ha fatto è un paradosso».

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