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MAMBO 4 Dicembre Dic 2014 1327 04 dicembre 2014

Mafia Capitale, Roma: perché era meglio Mani Pulite

I rom sfruttati per fare soldi. La corruzione in Italia non è mai stata così miserabile.

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Un'intercettazione dell'inchiesta 'Mafia Capitale'.

Matteo Renzi è stato veloce nel commissariare il Pd romano. Ho qualche dubbio sulla scelta di Matteo Orfini.
È un politico sicuramente attendibile sul piano morale, ma è uno dei capi del partito che ha rivelato tante zone oscure.
Sarebbe stato meglio un estraneo alle faide interne.
Del resto, quando si trattò di commissariare Napoli e la Campania, si pensò a un ligure, l’attuale ministro Andrea Orlando.
Comunque, vada per Orfini. Non basta, però. È del tutto evidente che una corruzione così diffusa e così trasversale rende l’ente comunale inaffidabile.
AL COMUNE DI ROMA SERVE UNA NUOVA GUIDA. È necessaria una nuova guida, essendo l’attuale sindaco visibilmente al di sotto dei problemi emersi. E serve che questa nuova guida abbia due caratteristiche, dando per scontata la regola della moralità: conosca la città e abbia polso fermo, anzi fermissimo.
Servirebbe anche un sindaco che dia meno attenzione ai titoli della prima pagina di cronaca, che non cerchi la facile popolarità guardando al centro cittadino, ma pensi a una comunità immensa. Roma è troppo importante per essere lasciata in mani inesperte, anche se incolpevoli.
Servirebbe anche una vera e propria campagna pro-Rom. Sappiamo che parliamo di una minoranza invisa, poche decine di migliaia di persone fra le più odiate dai cittadini benpensanti, di destra e di sinistra, e sappiamo che nuclei di rom sono dediti spesso ad attività illegali.
GLI 'ZINGARI'? UN AFFARE PER I DISONESTI. Tuttavia lo scandalo di Roma dimostra che gli “zingari” sono stati l’affare più lucroso per una banda di disonesti.
Appena qualche sera fa abbiamo visto un servizio nella trasmissione di Corrado Formigli in cui si illustravano le condizioni sub-umane dei campi e, al tempo stesso, si dava conto delle cifre enormi che il Comune elargisce a cooperative e associazioni varie.
C’è gente che ha voluto tenere i rom nella condizione in cui risultassero più spiacevoli al resto della cittadinanza. Da qui all’intolleranza, alle guerre di quartiere il passo è stato breve.
Se i cittadini, che spesso si sono ribellati alla presenza di famiglie rom accanto alle loro case, sapessero di dover rivolgere la loro protesta non già verso questa minoranza, ma verso chi la sfruttava, faremmo un bel passo avanti.
Il vero problema che emerge dallo scandalo romano è che l’Italia è messa peggio del 1992. Mani Pulite, con il suo sistema di mazzette a tariffa fissa, sembra una roba da “ladri buoni”.
LA CORRUZIONE DI OGGI, DIFFUSA E MISERABILE. Oggi emerge una corruzione più diffusa e più miserabile, se così si può dire, perché fatta di grandi somme e di pagamenti mensili a politici e funzionari. Non si può azzerare tutto, ma qualcosa si può fare. Si può innanzitutto mandare a casa chi non ha visto.
Non puoi essere stato esponente di punta di una realtà e non sapere che c’è gente che ruba accanto a te.
Non hai denunciato? Bene, vai a casa. Non basta non aver rubato, serve anche non aver chiuso un occhio o tutti e due.
Poi serve una politica “alta”, una politica che faccia progetti. Ne avete ascoltato uno, a proposito di Roma, nella scorsa campagna elettorale?
Dell’americanismo abbiamo preso solo la personalizzazione e non la spinta ideale di candidati simboli di qualcosa.
Ecco da dove ricominciare. Ma sciogliete quel consiglio comunale, per favore.

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