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GIUSTIZIA 4 Dicembre Dic 2014 2017 04 dicembre 2014

Misure cautelari, testo approvato alla Camera: i contenuti

Carcere preventivo limitato. Spazio ad alternative. Il testo passa alla Camera. Ora torna in Senato.

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Un carcere italiano.

Nuove regole per chi è in attesa di giudizio. La Camera ha approvato a larga maggioranza e in terza lettura (303 sì, 21 no, 72 astenuti) il testo che riforma il sistema delle misure cautelari.
L'obiettivo è restituire natura di extrema ratio alla carcerazione preventiva, rendendo più stringenti i presupposti e le motivazioni e ampliando al contrario le misure alternative.
Niente prigione, ad esempio, se in corso di processo bastano il divieto di esercitare una professione e il ritiro del passaporto o l'obbligo di dimora.
Ecco, in sintesi, le principali novità del testo, che torna al Senato per la quarta lettura parlamentare.
CARCERE COME EXTREMA RATIO. Saltano gli attuali automatismi applicativi: la custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando siano inadeguate le altre misure coercitive o interdittive. Tali misure, a differenza di quanto previsto dalla legge precedente, possono però applicarsi cumulativamente.
Per giustificare il carcere, il pericolo di fuga o di reiterazione del reato non deve essere soltanto concreto (come è oggi) ma anche 'attuale'.
VALUTAZIONE STRINGENTE. Il giudice non può più desumere il pericolo solo dalla semplice gravità e modalità del delitto. Per privare della libertà una persona l'accertamento deve coinvolgere elementi ulteriori, quali i precedenti, i comportamenti, la personalità dell'imputato e altri.
MOTIVAZIONE ARTICOLATA. Gli obblighi di motivazione si intensificano. Il giudice che dispone la cautela non può infatti più limitarsi a richiamare per relationem gli atti del pm, ma deve dare conto con autonoma motivazione delle ragioni per cui anche gli argomenti della difesa sono stati disattesi.
MISURE INTERDITTIVE PIÙ EFFICACI. Aumentano (dagli attuali due mesi) a 12 mesi i termini di durata delle misure interdittive (sospensione esercizio potestà genitori, sospensione esercizio di pubblico ufficio o servizio, divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali) per consentirne un effettivo utilizzo quale alternativa alla custodia cautelare in carcere.
REATI GRAVI E DI MAFIA. Per i delitti di mafia e associazione terroristica resta la presunzione assoluta di idoneità della misura carceraria. Per gli altri delitti gravi (omicidio ad esempio, violenza sessuale, sequestro di persona per estorsione, eccetera) vale invece una presunzione relativa: niente carcere se si dimostra che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
CONTROLLI RAFFORZATI. Cambia in profondità la disciplina del riesame delle misure cautelari personali. Il 'tribunale della libertà' ha tempi perentori per decidere e depositare le motivazioni a pena di perdita di efficacia della misura cautelare. Che, salvo eccezionali esigenze, non può più essere rinnovata. Il collegio del riesame deve inoltre annullare l'ordinanza liberando l'accusato (e non come oggi integrarla) quando il giudice non abbia motivato il provvedimento cautelare o non abbia valutato autonomamente tutti gli elementi. Tempi più certi anche in sede di appello cautelare e in caso di annullamento con rinvio da parte della cassazione.

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