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SCUOLA 4 Dicembre Dic 2014 1925 04 dicembre 2014

Occupazione licei, scontro presidi-Faraone

Il sottosegretario all'Istruzione l'aveva elogiata. La risposta: «Non promuova illegalità».

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Davide Faraone.

È polemica dopo una lettera del sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone Davide Faraone al quotidiano La Stampa, dove ha esaltato l’occupazione dei ragazzi nelle scuole. «Ho partecipato anche io ad occupazioni ed autogestioni scolastiche. Esperienze di grande partecipazione democratica che ricordo con piacere. In alcuni casi più formative di ore passate in classe», ha scritto il sottosegretario.
Le sue dichiarazioni sono finite nel mirino dei presidi romani e alcuni dirigenti scolastici hanno risposto, sempre con una lettera, al braccio destro del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, sottolineando che l'occupazione è un'azione illegale.
«LA SUA IDEA DI SCUOLA È UN CLICHÈ». «Forse abbiamo frainteso la sua dichiarazione, che certo non può promuovere illegalità e rigetto delle regole, in un’istituzione quale la scuola il cui primo valore è il rispetto della legge e della Costituzione. Noi lavoriamo sempre con i nostri ragazzi, ricevendo quotidiano apprezzamento e stima, per contribuire a costruire un cittadino rispettoso delle Istituzioni e del bene pubblico, capace di pensare, di dialogare, anche di protestare senza 'fermare l’energia che si crea' proprio come lei ci suggerisce, ma nel rispetto delle regole e degli altri. E che dire della sua visione della Scuola fatta di 'ragazzi seduti e cattedra di fronte', francamente un cliché, superato da anni; lei saprà per certo che la Scuola è da tempo molto diversa e, di fatto, è rimasto uno dei pochi luoghi in cui, nel dialogo con i docenti e fra gli studenti, è possibile per i giovani maturare una coscienza civile e democratica».
«OCCUPARE È ILLEGALE». I presidi hanno poi precisato l'illegalità dell'occupazione: «L’occupazione è un'azione illegale, talvolta violenta, dove una minoranza rimane a presidiare giorno e notte la scuola, senza alcuna attenzione ai temi della sicurezza, ed escludendo una maggioranza di studenti che magari vorrebbero discutere sui problemi della Scuola e del Paese, ma che vi rinunciano perché non vogliono compiere atti illegali; per non parlare dei diversamente abili, di fatto impossibilitati a partecipare, e in generale dei più deboli per i quali perdere giorni di lavoro a scuola può rappresentare un serio vulnus».
La lettera si conclude con la richiesta di non promuovere l'illegalità. «Capiamo che il governo voglia mostrare di dialogare con la Scuola e con gli Studenti, un’ottima strategia, ma non all’interno di Scuole occupate, non nell’illegalità. Questo ci sentiamo di chiederglielo».

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