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PERICOLO 4 Dicembre Dic 2014 1928 04 dicembre 2014

Roma, il prefetto: «Possibile scorta per Marino»

Pecoraro: «Il sindaco è minacciato». E valuta lo scioglimento del Comune. Indagine di Cantone.

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Ignazio Marino, sindaco di Roma.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino è in pericolo. «In un momento così complesso dobbiamo garantire la sua sicurezza. Va protetto». A lanciare l'allarme è stato il prefetto Giuseppe Pecoraro uscendo dal Campidoglio. «Il sindaco dovrebbe rinunciare a girare con la sua bicicletta, valutiamo la scorta», ha detto.
INTERCETTAZIONI ALLARMANTI. «Ci sono intercettazioni con insulti che confermano che un'esposizione del sindaco c'è e va valutata con le altre forze dell'ordine. Il sindaco è un'istituzione e va protetto», ha detto Pecoraro.
E a chi gli ha chiesto se Marino avesse accettato l'idea di una scorta, Pecoraro ha risposto: «Il sindaco ci sta pensando. Io gli ho detto 'Lei in bicicletta non deve andare più sennò è inutile parlarne'».
La tensione a Roma è altissima e palpabile. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha sospeso l'assegnazione di tutte le gare d'appalto, mentre ha avviato le verifiche su quelle passate. Una revisione generale è compiuta dall'Alto commissario nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. Per capire se e fino a dove arrivava l'influenza di Massimo Carminati e dei suoi soci.
ALFANO DIFENDE ROMA. Intanto il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha difeso Roma, dicendo che «non è marcia, è sana», ma si è riservato di valutare eventuali proposte del prefetto, che sta esaminando l'ipotesi di proporre lo scioglimento del Comune per mafia (leggi come funziona la procedura).
E c'è anche il caso del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, fotografato con il braccio destro di Carminati, Salvatore Buzzi, ras delle cooperative sociali, qualche anno fa quando guidava la Lega Coop nazionale. «Sto male nel vedere il mio nome coinvolto», ha detto Poletti, che non rientra nell'indagine, «pensavo che Buzzi fosse una persona perbene».

Un altro latitante arrestato

Una giornata convulsa, in cui l'inchiesta ha fatto registrare l'arresto del latitante Giovanni De Carlo, che si è consegnato al Ros carabinieri all'aeroporto di Fiumicino di ritorno dalla Thailandia. L'Arma ha diffuso il video della cattura del 'Pirata' Carminati domenica 30 novembre a Sacrofano, vicino Roma.
CARMINATI VOLEVA FUGGIRE. Un filmato impressionante con i militari che hanno bloccato l'auto dell'ex Nar e con le armi spianate, lo hanno fatto scendere e lo hanno ammanettato davanti a una donna, che si trovava con lui nella Smart. Un blitz accelerato perché il boss della mafia romana aveva avuto una soffiata e si preparava a fuggire. E forse aveva dato ordine di distruggere l'arsenale della banda, che non è stato ancora trovato. Carminati avrebbe avuto complici anche nelle forze dell'ordine.
Intanto i pm puntano ai suoi legami con le istituzioni e tra gli indagati ancora coperti ci sarebbero altri esponenti locali e manager.
IL PD ROMANO RIPARTE DA ORFINI. Ed è soprattutto la politica a interrogarsi e a cercare contromisure allo sconvolgimento portato da 'Mondo di Mezzo'. A Roma il neo commissario del Partito democratico Matteo Orfini ha incontrato il sindaco Marino e ha promesso un «partito all'altezza», mentre si è mostrato «permeabile alle infiltrazioni».
Il presidente dei democratici ha sostenuto Marino e detto no allo scioglimento del Campidoglio chiesto dal Movimento 5 stelle: «È la linea della mafia». Il prefetto Giuseppe Pecoraro intanto sta valutando il da farsi sulla base delle oltre 1.000 pagine di ordinanza d'arresto firmata dal Gip.
ALFANO: «VALUTERÒ QUELLO CHE DICE IL PREFETTO». «Valuterò con ogni attenzione quel che il prefetto mi farà avere», ha detto il ministro Alfano. «Roma non è una città marcia e sporca, è sana. Se c'è qualcuno che ha rubato va punito senza criminalizzare un'intera comunità». Ma «il procuratore capo Pignatone è serio e quindi penso che l'inchiesta sia solida», ha aggiunto.
Il sindaco ha concordato con il commissario Anticorruzione Raffaele Cantone una strategia ad hoc per la revisione degli appalti pubblici. «Procederemo al commissariamento di quegli appalti conquistati grazie alla corruzione», ha affermato il magistrato.
La Regione ha bloccato le gare, il presidente Zingaretti ha ordinato di rivedere tutto. E in Consiglio regionale si è dimesso da capogruppo di Forza Italia Luca Gramazio, indagato per associazione mafiosa e intercettato in vari incontri con Carminati. Si rischia una paralisi amministrativo-burocratica. Ma c'è in gioco la questione morale di Campidoglio, Regione e di una classe politica.

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