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CASTA EUROPEA 4 Dicembre Dic 2014 0555 04 dicembre 2014

Van Rompuy, indennità d'oro a spese dell'Ue

Ha lavorato cinque anni in Ue. Per i prossimi tre prenderà 350 mila euro netti. Poi 52 mila all'anno di pensione. Tutto a carico delle finanze di Bruxelles.

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da Bruxelles

Più che un «topo grigio», come lo definì il leader britannico dell'Ukip Nigel Farage, Herman Van Rompuy potrebbe essere considerato un topo dorato.
L'ex presidente del Consiglio europeo, dopo cinque anni di fatiche trascorsi a predicare l'austerity e a guidare i 28 Stati membri, si accinge infatti a godersi una montagna di euro. A partire da una prima tranche di 350 mila euro nei prossimi tre anni. La cosiddetta indennità transitoria.
QUASI 10 MILA EURO AL MESE. A fare i conti in tasca al politico belga sono stati i corrispondenti da Bruxelles del quotidiano inglese Telegraph e del francese Libération, consapevoli che in Paesi come Francia, Italia o Germania i trattamenti salariali dei politici nazionali non sono da meno.
E che l'austerity, dentro o fuori da Bruxelles, è una strategia politica da imporre agli altri, non un modus vivendi.
Secondo i calcoli Van Rompuy potrà percepire per i prossimi tre anni, 9.722 euro al mese (al netto delle imposte e oneri sociali), oppure il 50% del suo vecchio stipendio, ovvero 25.500 euro lordi al mese.

Herman Van Rompuy, ex presidente del Consiglio Ue. (Getty)

Sull'indennità transitoria sono applicate le aliquote ridotte

In tutto 350 mila euro di indennità che andranno a gravare sulle casse dell'Unione europea già in difficoltà.
Si tratta di un trattamento sancito da un regolamento europeo del 1967 e che viene riservato a tutti gli ex membri importanti delle isituzioni: non quindi semplici funzionari, ma presidenti della Commissione, commissari, giudici e avvocati generali della Corte di giustizia europea e membri della Corte dei conti.
E quindi anche al presidente del Consiglio Ue, figura istituita nel 2009 dal Trattato di Lisbona.
IMPOSTE SUPERIORI IN BELGIO. Soldi, quelli dell'indennità transitoria, su cui tra l'altro sono applicate le aliquote ridotte della comunità Ue (i funzionari europei sono infatti soggetti a un regime di tassazione europeo, ndr), di gran lunga inferiori alle imposte che Van Rompuy dovrebbe quindi pagare nel suo Paese natale, il Belgio.
Ma non finisce qui. Sul bilancio Ue, quello su cui ogni anno lo stesso Van Rompuy ha cercato di mettere d'accordo i 28 capi di Stato e di governo a fare la loro parte e versare i soldi necessari, ricadrà anche la sua pensione. Quella che in realtà, avendo l'ex presidente del Consiglio Ue già 67 anni, potrebbe prendere sin da ora, se non fosse che l'indennità è ben più cospicua: quindi perché rinunciarvi?
LA PENSIONE PUÒ ASPETTARE. Tra l'altro l'indennità diminuisce solo se, una volta trovato un altro lavoro, i guadagni accumulati superano il suo vecchio stipendio. E per ora Van Rompuy sembra volersi dedicare ai nipotini e a qualche lezione presso le università belghe e il Collegio d'Europa. Piccoli passatempi che non mettono certo a richio il tesoretto.
La pensione, quindi, può aspettare. Poi finiti i tre anni di 'scivolo', Van Rompuy avrà diritto al suo assengo mensile da 4.700 euro netti o 52 mila all'anno. A questa somma, calcola ancora Jean Quatremer di Libération, si aggiungerà inoltre la pensione di vecchiaia da ex parlamentare belga.
Prima di salire ai piani alti del palazzo Justus Lipsius,Van Rompuy è stato infatti membro del parlamento nazionale, ministro, e per un anno anche premier.
IL PROSSIMO È BARROSO. Il vitalizio d'oro l'Ue, oltre che a Van Rompuy, lo riserverà anche al collega José Manuel Barroso. Il portoghese però è stato a capo dell'esecutivo per 10 anni non cinque, e ha anche 10 anni in meno del belga.
Rispetto a Van Rompuy potrà quindi usufruire della indennità transitoria, ma per la pensione dovrà aspettare di aver compiuto 67 anni. Sette anni di sollievo per le casse europee.

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