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INIZIATIVA 6 Dicembre Dic 2014 2009 06 dicembre 2014

Bergamo, Salvini porta il presepe a scuola

Il preside aveva rifiutato il simbolo del Natale. Blitz del leader del Carroccio e Calderoli.

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Roberto Calderoli e Matteo Salvini tra le statue del presepe.

Il preside non voleva rappresentare la natività cristiana a scuola nel rispetto di tutte le religioni. I genitori avevano protestato. E allora ci ha pensato il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, a portare il presepe nella scuola De Amicis di Bergamo. Salvini ha collocato il presepe con statue alte un metro davanti a una delle entrate. Mentre in un altro ingresso dell'istituto era in corso la 'merenda solidale' e proprio lì è comparso uno striscione con scritto: «Il presepio non c'è, sta arrivando l'asino».
«IL PRESIDE? CAMBI LAVORO». Salvini non ha però voluto polemizzare: «Difendendo il presepe difendiamo un tradizione non una religione». «Il presepio è un simbolo di gioia e accoglienza. Il problema è di qualcuno che dovrebbe educare, ma che se fa questi ragionamenti dovrebbe cambiare lavoro», ha aggiunto il leader del Carroccio, accompagnato da altri leghisti, tra cui il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. Terminata la manifestazione gli esponenti padani hanno rimosso il presepe.
«SOLTANTO UN EQUIVOCO». Intanto il preside ha minimizzato. Nessun divieto di fare il presepe a scuola, «è stato un equivoco», ha precisato Luciano Mastrorocco, in una conferenza stampa col sindaco della città, Giorgio Gori. «Il caso è stato amplificato oltre l'inverosimile», ha spiegato. «Tempo fa parlando con una maestra di vari argomenti era saltata fuori anche la possibilità di fare o meno il presepio. Io le avevo semplicemente detto quale fosse il mio quadro di riferimento dei valori, i principi guida che mi hanno ispirato fin dal 2007, ovvero da quando ricopro questa carica». «I principi», ha proseguito il dirigente scolastico, «di una scuola aperta e dialogante che deve unire e non dividere e in cui sia promossa la partecipazione di tutti nella comunità di appartenenza. Il discorso è stato però equivocato, la maestra ne ha parlato con un genitore ed è nato il caos».

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