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INCHIESTA 6 Dicembre Dic 2014 1611 06 dicembre 2014

Mafia Capitale, Campana: «Linciata per un sms incompleto»

La deputata Pd citata nell'indagine annuncia querele: «Per me nessun finanziamento».

 

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La deputata Pd Micaela Campana.

Salvatore Buzzi ha fatto pressione su Micaela Campana e sul collega Umberto Marroni per ottenere un'interrogazione parlamentare. «Amici miei», diceva Buzzi, secondo quanto è riferito nell'ordinanza dell'inchiesta Mafia Capitale. Buzzi avrebbe anche parlato di un finanziamento per la campagna elettorale della deputata democratica, ex moglie dell'assessore del Campidoglio Daniele Ozzimo dimissionato dopo aver appreso di essere indagato. «Allora te sto a di, no...riguardo a Michela e Bubbico stanno allo stesso partito no? Se glie dicessi... io domani siccome la devo vedè prima de Gasbarra e siccome dovemo dagli pure 20 mila euro per sta cazzo de campagna elettorale 'ce fai aprì sta cosa te damo 1 euro a persona per la campagna elettorale». E poco dopo: «Mo se me compro la Campana...». Il documento cita anche un messaggino in cui lei si rivolgeva al braccio destro di Carminati chiamandolo «Capo» e gli mandava «Un bacio grande».
CAMPANA ANNUNCIA QUERELA. Ma la deputata democratica rifiuta di essere associata a quello che per i magistrati è il regista dell'associazione a delinquere capitolina. E ha annunciato querele verso i media che «buttano una persona in pasto al linciaggio per un sms incompleto» e ha assicurato che pubblicherà il rendiconto delle parlamentarie, nella quale fu eletta come deputata mentre le intercettazioni sulla campagna elettorale non la riguardano «perché fui eletta in una lista bloccata mesi prima».
«NESSUN FINANZIAMENTO». «Se avessero pubblicato tutto l'sms (con Buzzi, ndr) sarebbe riscontrabile che io non procedo a fare l'interrogazione parlamentare», ha spiegato la deputata dem indignata anche per un'intercettazione ambientale «tra due persone di cui una parla in modo confuso e ipotetico di me». Quanto alla campagna elettorale e a eventuali soldi «non può riguardarmi perché io ero già stata eletta con la lista bloccata mesi prima».
«Ho conosciuto Buzzi», ha proseguito la parlamentare, «come presidente di una delle più grandi cooperative di Roma e come dirigente della Legacoop e per me, fino a martedì scorso (2 dicembre, ndr), era solo questo».
«BACIO CAPO? PER ME È NORMALE». La deputata dem ha precisato di occuparsi di tematiche sociali «da circa 20 anni»: «non avrei avuto alcun motivo per ritenere sconveniente la conoscenza del Buzzi, il primo laureato del carcere di Rebibbia, il quale, attraverso la cooperativa che dirigeva, dava la possibilità di riscatto a centinaia di persone che nel passato avevano avuto problemi». «Per questo, e solo per questo», ha concluso, «ho incontrato e parlato molte volte con lui, così come ho parlato con altre centinaia di persone, spesso salutandole mediante un modo di dire, un 'bacio grande capo', circostanza agevolmente riscontrabile, sentendo le persone che frequentemente interloquiscono con me, non solo per ragioni istituzionali».

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