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RETROMARCIA 6 Dicembre Dic 2014 1925 06 dicembre 2014

Mafia Capitale, Grillo: «Marino si faccia da parte»

Il leader M5s: «Il sindaco lasci». Ma il gruppo capitolino era pronto a collaborare. «Schizofrenia». Intanto anche il Cav vuole il voto. Scatta il turnover dei dirigenti.

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Beppe Grillo.

Erano pronti a collaborare i grillini del Campidoglio. Ma dall'alto deve essere arrivata una diversa direttiva. E in serata Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, i membri del direttorio e i consiglieri pentastellati di Roma hanno chiesto con una nota congiunta che Marino «per il bene della città e del Paese, faccia un passo indietro».
Così le possibilità di cooperazione tra il M5s e l'amministrazione capitolina sembrano svanire.
Nel pomeriggio, il Movimento 5 stelle aveva aperto al sindaco Ignazio Marino.
«PD COMPATTO INTORNO A ME».Tanto che dopo la svolta, il primo cittadino ha parlato di schizofrenia tra il gruppo dirigente nazionale e il gruppo capitolino: «Anch'io mi sto convincendo con rammarico che il M5s non vuole assolutamente nessuna responsabilità e nessun impegno. E vuole fuggire da qualunque condizione che li metta nella situazione di prendere decisioni», ha detto Marino che ha difeso il suo partito definendolo «sano e democratico» e «sempre compatto» intorno a lui.
«MARINO: SCHIZOFRENIA». «Rimango sempre molto colpito dalla schizofrenia evidente tra un gruppo dirigente nazionale del M5s che non vuole assumere nessuna responsabilità (...) e un gruppo capitolino che ogni volta che io coinvolgo su argomenti come la trasparenza e la legalità sembra disponibile a dare il proprio contributo e poi all'ultimo momento dice sempre di no».
«PRONTI A COLLABORARE». «Il M5s non è disponibile a entrare in giunta», aveva dichiarato il capogruppo dei grillini in Campidoglio Marcello De Vito nel pomeriggio però, «siamo pronti a collaborare sulle questioni principali che interessano ai cittadini: dal piano di rientro ai risparmi che possono essere fatti fino alle unioni civili. Siamo pronti a discutere delle nostre proposte con il sindaco».
IN CAMBIO LA COMMISSIONE TRASPARENZA. In cambio i grillini chiedevano la presidenza della commissione capitolina Trasparenza, «decapitata» dopo le dimissioni di Giovanni Quarzo (Forza Italia) indagato nell'inchiesta Mafia Capitale.
«La condizione indispensabile per una collaborazione», aveva spiegato De Vito, «è la presidenza della commissione. Così faremo chiarezza nel torbido romano». Secondo Riccardo Magi, consigliere radicale della lista Marino il 4 dicembre i grillini erano pronti anche ad accettare la vicepresidenza ma un ordine arrivato dal 'direttorio' del partito di Beppe Grillo ha bloccato tutto.
TRATTATIVE BLOCCATE. «Fino a 10 minuti prima della seduta», ha spiegato il consigliere radicale, «i consiglieri avevano accettato la mia proposta - sia pure volendo comunque presentare una candidatura alla presidenza. Poi in via delle Vergini è arrivato il 'direttorio' nazionale, capitanato da Alessandro Di Battista, e l'ordine è stato chiaro: rifiutare ogni dialogo e unirsi al coro urlante di Lega e Forza Nuova». Di Battista aveva dichiarato in televisione di voler puntare alla presidenza. E la linea dura ha avuto la meglio.
DI MAIO: MARINO FOGLIA DI FICO. «Sciogliamo questo comune e andiamo a votare: Marino sta facendo da foglia di fico per #MafiaCapitale», ha scritto sulla sua pagina Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. «Più leggo l'ordinanza di #MafiaCapitale e più capisco che quel sistema aveva raggiunto veramente tutti i principali partiti italiani, tranne il Movimento 5 Stelle. Sembrano essere coinvolti anche molti di quei deputati e personaggi istituzionali che a prima impressione quando li incontro ogni giorno in Parlamento mi sembrano brave persone, ma che in realtà contribuivano a quel meccanismo infernale di abuso di soldi pubblici». Il Movimento 5 Stelle non è il solo a chiedere subito nuove elezioni. Il 6 dicembre anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha ribadito che a Roma: «Si devono dimettere tutti».

Pubblicazione di Luigi Di Maio.

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