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TRATTATIVE 6 Dicembre Dic 2014 1435 06 dicembre 2014

Mafia Capitale, M5s: Collaboriamo con Marino

I cinque stelle aprono al sindaco. «Possiamo cooperare. Ci dia la Commissione trasparenza». Parte il turnover dei dirigenti. Orfini: Indagati del Pd autosospesi.

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Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, risponde con il segno della vittoria ad un contestatore che gli urla libera Roma.

Pronti a collaborare, ma a una condizione. Dopo le marce e le proteste in Campidoglio, il Movimento 5 stelle ha aperto al sindaco Ignazio Marino.
«Il M5s non è disponibile a entrare in giunta», però, «siamo pronti a collaborare sulle questioni principali che interessano ai cittadini: dal piano di rientro ai risparmi che possono essere fatti fino alle unioni civili. Siamo pronti a discutere delle nostre proposte con il sindaco», ha dichiarato il capogruppo dei grillini in Campidoglio Marcello De Vito.
IN CAMBIO LA COMMISSIONE TRASPARENZA. Il M5s romano ha chiesto la presidenza della commissione capitolina Trasparenza, «decapitata» dopo le dimissioni di Giovanni Quarzo (Forza Italia) indagato nell'inchiesta Mafia Capitale.
«La condizione indispensabile per una collaborazione», ha spiegato De Vito, «è la presidenza della commissione. Così faremo chiarezza nel torbido romano».
Secondo Riccardo Magi, consigliere radicale della lista Marino il 4 dicembre i grillini che puntavano anche alla vicepresidenze del Campidoglio, erano pronti anche ad accettare la vicepresidenza ma un ordine arrivato dal 'direttorio' del partito di Beppe Grillo ha bloccato tutto.

«Il direttorio ha bloccato la trattativa sulla vicepresidenza»

La protesta del M5s durante l'Assemblea Capitolina in Campidoglio, Roma, 05 dicembre 2014 (a sinistra Alessandro Di Battista).

«Dalle 18 del pomeriggio avevo personalmente chiesto ai colleghi consiglieri del M5s di entrare in ufficio di presidenza accettando l'ipotesi diffusa e maggioritaria in aula di votare una loro candidata o candidato alla vicepresidenza», ha scritto Magi su Facebook. «come loro stessi richiedevano da un anno e come del resto già avviene in Parlamento. L'ho fatto proprio per avere maggiore forza nella riunione dei capigruppo, e quindi per poter concretizzare la 'rivoluzione' necessaria dopo la presidenza di Mirko Coratti, che proprio assieme al M5S abbiamo contestato fino alla denuncia in prefettura». Magi ha spiegato anche di aver condotto diverse battaglie assieme insieme a «Marcello, Virginia, Daniele ed Enrico», i grillini romani, «battaglie sulla trasparenza, sulla legalità, sui disservizi, sui diritti civili».
L'INTERVENTO DI DI BATTISTA. «Fino a 10 minuti prima della seduta», ha proseguito il consigliere radicale, dal 4 dicembre segretariod del Campidoglio, «i consiglieri avevano accettato la mia proposta - sia pure volendo comunque presentare una candidatura alla presidenza. Poi in via delle Vergini è arrivato il 'direttorio' nazionale, capitanato da Alessandro Di Battista, e l'ordine è stato chiaro: rifiutare ogni dialogo e unirsi al coro urlante di Lega e Forza Nuova». «Spero che nel Movimento 5 Stelle si discuta urgentemente, e con onestà, di questo sconcertante atteggiamento, affinché ci sia un ripensamento sulla carica di vicepresidenza».

Cozzolino (M5s):  «Renzi faccia chiarezza sulla cena di finanziamento Pd»

Intanto in altri palazzi romani però il dialogo tra democratici e pentastellati è meno conciliante.
Il deputato grillino Emanuele Cozzolino ha domandato al governo di rispondere sull'interrogazione parlamentare sulla cena di auto finanziamento organizzata dal Pd della Capitale.
Cena che potrebbe aver visto tra i finanziatori anche il tristemente celebre Buzzi, secondo gli inquirenti uno dei registi dell'organizzazione criminale.
«SOLLECITIAMO IL GOVERNO». «La rovente e velenosa polemica esplosa tra Francesco Boccia e il tesoriere nazionale del Pd in merito alle cene di finanziamento del partito, e sulla presenza o meno tra i finanziatori di Buzzi, ci costringe a sollecitare il governo a rispondere a una nostra interrogazione, presentata in tempi non sospetti, proprio sulla cena di finanziamento che il Pd organizzò a Roma», ha scritto Cozzolino sulla sua pagina Facebook.
CHI ERANO I FINANZIATORI? «Rileggendola oggi quell'interrogazione è quanto mai lungimirante visto che con molta probabilità vi avranno partecipato anche i politici romani oggi coinvolti nell'inchiesta mafia capitale che a loro volta avranno portato finanziatori».
Inoltre, ha fatto notare Cozzolino, «anche la sede dove la cena si è svolta, di proprietà di Eur Spa società partecipata al 90 per cento dal Mef qualche curiosità la suscita, se non altro per il costo dell'affitto del locale».
L'esponente pentastellato ha chiesto al governo di avere coraggio: «Visto che tra i ministri interrogati c'è la ministra Madia lei ci potrebbe anche spiegare perché dopo aver parlato su di un barcone sul Tevere di organizzazioni a delinquere interne non ha poi denunciato i suoi sospetti alla magistratura e si è presentata ad una cena in cui forse c'erano quegli stessi politici e sponsor che lei aveva definito così duramente».

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