Senato 140808224818
DDL BOSCHI 6 Dicembre Dic 2014 1452 06 dicembre 2014

Riforme, al Senato niente competenza sui temi etici

Saltata anche la valutazione su politiche pubbliche. Solo pareri sulle nomine. 

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Palazzo Madama, sede del Senato a Roma.

Niente competenza sui temi etici per il Senato. La commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato a larga maggioranza un emendamento dei relatori che toglie al futuro Senato le competenze legislative sui temi etici (articoli 29 e 32 della Costituzione), introdotte nel disegno di legge Boschi da Palazzo Madama.
Al Senato erano stati approvati alcuni emendamenti della minoranza del Partio democratico (di Vannino Chiti, Corradino Mineo e altri) che ampliavano le competenze del futuro Senato rispetto al ddl Boschi originario. Gli venivano attribuite le competenze legislative piene sui temi etici («le materie di cui agli articoli 29 e 32» della Costituzione, riguardanti la famiglia e i trattamenti sanitari), la «funzione di raccordo tra la Ue, lo Stato» e le Regioni, nonché il potere di «controllare e valutare le politiche pubbliche».
NIENTE GIUDIZIO SULL'UE. Tutti i gruppi avevano presentato emendamenti che sopprimevano le competenze legislative sui temi etici, a partire dai deputati della minoranza del Pd. I relatori Emanuele Fiano (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Fi) hanno unificato le proposte in un loro emendamento che è stato votato da tutti i gruppi tranne M5s.
L'emendamento, oltre a togliere il potere legislativo sui temi etici, ridefinisce gli altri poteri del futuro Senato. Esso «esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica, nonché tra questi e l'Ue». Rimane la partecipazione «alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi e delle politiche dell'Ue» mentre viene tolto il potere di «valutare l'impatto» di queste ultime.
SOLO PARERI SULLE NOMINE. Inoltre si precisa che il futuro Senato «concorre alla valutazione delle politiche pubbliche e dell'attività delle pubbliche amministrazioni, alla verifica dell'attuazione delle leggi dello Stato, nonché all'espressione dei pareri sulle nomine di competenza del Governo». Scompare il potere di «controllo e valutazione delle politiche pubbliche» perché esso avrebbe implicato un potere di controllo e valutazione sulle leggi approvate dalla Camera.
«Questo comma», ha detto il ministro Maria Elena Boschi, «era stato inserito in Senato e ritengo giusta la correzione decisa dalla commissione della Camera, che ha evitato una incongruenza che si sarebbe creata». Ma, hanno domandato i cronisti, la correzione verrà confermata anche a Palazzo Madama? «La Camera ha fatto una scelta che condividiamo, non mi preoccuperei ora per quello che farà in futuro il Senato». Di «passo in avanti» ha parlato il presidente e relatore Sisto, ma anche Andrea Giorgis, della minoranza del Pd, primo firmatario dell'emendamento soppressivo della norma voluta dai suoi colleghi del Senato.

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