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INTERVISTA 6 Dicembre Dic 2014 0700 06 dicembre 2014

Silvia Sardone, la giovane che ha stregato Berlusconi

Esperta di lavoro. Anti-Minetti. Attivista e mamma. Sardone, 31enne milanese, ha «colpito» il Cav: «Sono ironica, social e concreta. Io dopo Pisapia? Chissà».

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Assicura che, se Berlusconi si candidasse alle primarie di Forza Italia, lo voterebbe «a occhi chiusi» perché così «sarebbe chiaro a tutti chi è che comanda»; giura che Matteo Salvini «è un vero leader, ma non l’unico in grado di guidare il centrodestra»; dice di ammirare il Silvio number one soprattutto «per l’ironia e per la capacità di parlare di cose serie con un linguaggio divertente».
Riccardo (5 anni) e Lorenzo (2) sono i suoi «gioielli», che da mamma indaffarata ma attenta qual è trascina spesso con sé durante le incursioni politiche, provocatorie ma scherzose, davanti ai gazebo degli avversari e perfino alle feste di quelli del Partito democratico.
ESPERTA DI DIRITTO DEL LAVORO. Silvia Sardone, 31 anni, milanese, esperta di diritto del lavoro, sposata con un consigliere comunale di Sesto San Giovanni, movimentista convinta e impegnata nel consiglio di zona locale con Forza Italia, è la donna di cui Silvio Berlusconi ha detto un gran bene («È l’unica che mi ha colpito») a margine all’incontro organizzato il 25 novembre a Villa Gernetto con le giovani leve azzurre.
È una fedelissima dell'ex Cavaliere. C'era anche lei ad Arcore a cantare «Meno male che Silvio c'èèèèèè» il 10 aprile, giorno dell'affidamento in prova ai servizi sociali di Berlusconi.
«IO E LA MINETTI SIAMO DIVERSE». Con Lettera43.it Silvia ha discusso di tutto, anche dello stereotipo femminile «stile Nicole Minetti» che per anni ha inondato le cronache rosa (e giudiziarie) di giornali e tivù.
«Io e la Minetti», spiega, «siamo profondamente diverse. A dimostrarlo c’è la mia storia personale, umana, politica».

Silvia Sardone.

DOMANDA. Silvio Berlusconi ha detto che a Villa Gernetto lei è stata l’unica a colpirlo: come ha fatto?
RISPOSTA. Ho parlato di tasse e di lavoro, di ironia e della necessità di utilizzare meglio i social network.
D. Che cosa ha provato di fronte all’apprezzamento del leader?
R. Ne sono stata felice, per me è una grande gioia. Spero di incontrare presto il presidente per ringraziarlo.
D. Che cosa le ha detto quando le ha stretto la mano in Villa?
R. Che mi ricordava per avermi già visto in televisione.
D. In tivù, ma dove?
R. Sono tra gli ospiti fissi di AnnoUno, il programma di Michele Santoro condotto da Giulia Innocenzi.
D. A proposito, disse che avrebbe voluto confrontarsi in diretta con il premier Matteo Renzi: ci è riuscita?
R. No.
D. Perché?
R. Durante la puntata col premier non mi è stato concesso di prendere la parola.
D. Una censura?
R. Ma no, penso che si sia trattato di una combinazione.
D. Lei è nota per le incursioni, provocatorie ma scherzose, in casa degli avversari politici: perché lo fa?
R. Penso che un po’ di ironia applicata alla politica sia una cosa buona.
D. Da chi lo ha imparato?
R. Berlusconi, col suo linguaggio leggero e le barzellette mescolate ai temi importanti, è stato un antesignano: all’inizio, lo giudicavano un tipo curioso.
D. Già, quasi un giullare. E poi?
R. Perfino Matteo Renzi ha fatto con le mani in tasca il suo primo discorso da presidente del Consiglio.
D. Come ha iniziato a far politica?
R. Da volontaria, all’oratorio. Sono nel consiglio di zona a Sesto san Giovanni da quando avevo 22 anni. E sono la segretaria locale di Forza Italia.
D. Di cosa si occupa di più?
R. Rom, poveracci, occupanti di case, bambini indigenti: nell’ultimo anno avrò presentato un centinaio fra mozioni e denunce. I giornalisti di mezza Italia, quando vengono a Milano, mi cercano per sapere le notizie.
D. Lei è un’esperta di diritto del lavoro: che cosa pensa del Jobs act?
R. Il Partito democratico se la sta cantando e suonando da solo: è sconcertante guardare quel che accade in casa Renzi.
D. In che senso?
R. Fanno e disfano, litigano, rifanno. Alla fine, la revisione dell’articolo 18 su cui tutti si dicevano d’accordo è stata annacquata. Anzi, quasi elusa.
D. In Forza Italia è Raffaele Fitto ad animare l’opposizione interna.
R. È bene che ci siano più opinioni, ma sostenere che non esprimiamo sufficiente dissenso, come lui fa, è ingiusto.
D. Perché?
R. Tra noi e Renzi vige il primo patto del Nazareno - necessario e inevitabile - per la nuova legge elettorale: serve per andare a votare in un modo decente, stop. Per il resto, Forza Italia è contro e lo dice ogni giorno.
D. Quante volte ha incontrato Silvio Berlusconi?
R. Quattro volte, sempre con altri giovani dirigenti.
D. Che cosa pensa delle colleghe di partito come Nicole Minetti, di cui molto si è scritto nelle cronache rosa e giudiziarie?
R. Mi sento profondamente diversa da Nicole Minetti.
D. Perché?
R. Perché è ben altra la mia storia personale, umana, politica. Chi mi conosce dice che quando parlo della dignità del lavoro mi si illuminano gli occhi.
D. Le crea o no imbarazzo che delle donne di centrodestra si sia parlato in molti modi, alcuni dei quali poco edificanti?
R. Si è anche consolidato uno stereotipo che accomunava ingiustamente tutte e tutto. Oggi, donne come Maria Stella Gelmini o Daniela Santanché possono essere criticate, ma non certo bollate per motivi estranei al loro modo di fare politica.
D. Lei è bionda ed è il contrario che bruttina: sull’onda delle donne-stereotipo targate Berlusconi, teme di essere “equivocata” per qualcosa che non è?
R. No. Per me la politica è concretezza: è importante, ma viene dopo la famiglia. Ho due figli piccoli e un marito in politica come me. Insomma: sono ben altre le mie quotidiane preoccupazioni.
D. Come fa, impegnata com’è, a occuparsi anche dei figli?
R. Spesso me li trascino con me alle manifestazioni. Li conoscono tutti, ormai. Su internet gira un video con i miei bambini a una festa del Pd. Indossano scherzosamente un cartello con su scritto: per piacere, non mangiateci! Sa, lì erano tutti post-comunisti.
D. Dicono che Silvia Sardone punti a fare il sindaco di Milano. Conferma?
R. Prima bisognerà vincere le elezioni. E mandar via l’attuale sindaco Giuliano Pisapia.
D. Come vede Matteo Salvini futuro leader del centrodestra?
R. Dire che Salvini non sia un vero leader sarebbe come foderarsi gli occhi col prosciutto.
D. Però?
R. La Lega è per natura un partito di opposizione, che raccoglierà consensi più facilmente al Nord che al Sud.
D. E Forza Italia?
R. Ha la vocazione a essere partito di governo. Ed è il collante naturale per tutto il centrodestra.
D. Quindi?
R. Vedremo con le primarie, se si faranno, chi sarà il nuovo leader.
D. Chi lo diventerà?
R. Spero che Silvio Berlusconi si candidi.
D. Se si candida?
R. Voto lui.
D. Se vincesse, per motivi giudiziari non potrebbe ricoprire incarichi istituzionali.
R. Lo so. Ma almeno sarà di nuovo chiaro a tutti chi è che comanda.

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