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CAMPIDOGLIO 8 Dicembre Dic 2014 1707 08 dicembre 2014

Mafia a Roma, Marino non vuole la scorta

Il sindaco: «Non mi sento in pericolo». Alfano: «Valuteremo lo scioglimento».

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Ignazio Marino.

Si sente sotto attacco, ma solo dal punto di vista politico. Nonostante la preoccupazione del prefetto Giuseppe Pecoraro, Ignazio Marino ha deciso di non chiedere la scorta.
Il sindaco di Roma ne ha parlato l'8 dicembre: «Non mi sento in pericolo», ha detto riferendosi alle intercettazioni dell'inchiesta Mafia capitale. «Domani incontrerò il prefetto e ne parlerò ancora con lui. Se non ci sono evidenze di un pericolo fisico credo che non ho bisogno della scorta».
«TROPPE SCORTE NON NECESSARIE». Una decisione che, dunque, non sembra ancora definitiva, ma che appare difficile possa cambiare: «Semmai mi interrogherei sulle centinaia di persone che in questa città hanno la scorta, forse non necessaria. Forse quegli uomini e quelle macchine potrebbero essere utilizzate per esempio per la sicurezza nelle nostre periferie».
«INCORAGGIATO DAL PAPA». Marino ha poi raccontato del colloquio avuto con papa Francesco subito dopo la cerimonia dell'Immacolata a Piazza Mignanelli: «Abbiamo scambiato poche parole. Gli ho detto che sento tutto il peso della responsabilità di queste settimane e il Santo Padre mi ha incoraggiato e mi ha detto che pregherà per me e per Roma». Alla cerimonia tra gli altri ha partecipato anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.
E se il sindaco di Roma ha ribadito di non avere alcuna intenzione di dimettersi, restano non pochi dubbi sul futuro del Comune di Roma.
Anche Angelino Alfano ne ha parlato l'8 dicembre in un'intervista con Paolo Del Debbio su Rete 4. «Ho parlato con il prefetto, che ha studiato le carte. Valuteremo il da farsi», ha detto il ministro dell'Interno.
«Credo ci debba essere un giudizio tecnico da cui deve nascere la proposta di sciogliere la Giunta comunale, ma sta emergendo un quadro che investe anche amministrazioni precedenti: quella di Gianni Alemanno e anche la precedente».

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