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RIVELAZIONI 9 Dicembre Dic 2014 1736 09 dicembre 2014

Cia, rapporto Senato Usa: «Inganni e brutalità»

Dure accuse all'intelligence per le torture post 11 settembre: «Metodi inefficaci».

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Torture, violazioni dei diritti umani di gran lunga più brutali di quanto sia mai stato riferito ai parlamentari e al pubblico americano. E per giunta inefficaci. Il rapporto del Senato americano boccia l'operato post 11 settembre della Cia, accusata di «inganni, disonestà e brutalità».
NESSUN RISULTATO. Le «tecniche rafforzate» utilizzate dalla Cia per interrogare i sospetti terroristi «non sono state efficaci», non avendo portato a risultati di rilievo ai fini investigativi.
Nel rapporto si legge come «la Cia ha ripetutamente fornito informazioni inaccurate al dipartimento per la Giustizia, ostacolando un'appropriata indagine legale sui metodi di interrogatori utilizzati nell'ambito del programma di detenzione dell'agenzia».
UNO SU CINQUE DETENUTO PER SBAGLIO. Tra le vittime che avrebbero subito torture da parte della Cia, una su cinque (almeno 26) era tenuta in stato di detenzione «per un errore di identità o a causa di cattive informazioni di intelligence».
Dalle 580 pagine del rapporto emergono dettagli raccapriccianti come la descrizione di «una serie di affogamenti mancati» per poco, ovvero i famigerati waterboarding a cui sono stati sottoposti certamente più dei tre detenuti ammessi finora dalla Cia. E anche la descrizione della «alimentazione o reidratazione rettale» a cui erano sottoposti i detenuti, nonché le privazioni del sonno anche per una settimana di seguito, e anche il confinamento in spazi ridottissimi, come scatoloni, o le umiliazioni sessuali, quando venivano incatenati nudi al pavimento.
DOCUMENTO BASATO SU 119 DETENUTI ALL'ESTERO. Il documento riguarda le detenzioni all'estero di almeno 119 individui da parte della Cia e l'uso di tecniche di interrogatori coercitive, in alcuni casi equivalenti alla tortura. Molte delle tecniche più estreme, compresa quella del waterboarding, erano autorizzate dal dipartimento della Giustizia, ma altre pratiche non avevano alcuna autorizzazione.
A regnare nell'agenzia di intelligence americana era l'omertà. Alcuni funzionari della Cia sollevarono la questione sulle discutibili legalità dei metodi di interrogatorio utilizzati, ma i vertici dell'agenzia di intelligence li misero a tacere, mettendoli in guardia sul fatto che «quel tipo di linguaggio non era utile».
OBAMA: «METODI CONTRARI AI NOSTRI VALORI». Per il presidente americano Barack Obama, «i duri metodi utilizzati dalla Cia sono contrari e incompatibili con i valori del nostro Paese» e «hanno danneggiato significativamente l'immagine dell'America e la sua posizione nel mondo e hanno reso più difficile perseguire i nostri interessi con alleati e partner».
Obama ha assicurato: «Continuerò a usare la mia autorità di presidente per assicurare che non faremo mai più ricorso a questi metodi».
Il capo della Cia John Brennan, ha dal canto suo ammesso «errori». Nell'applicare il programma di interrogatori, l'Agenzia «non sempre si è attenuta agli elevati standard che abbiamo stabilito per noi stessi e che il popolo americano si aspetta da noi», ha affermato in un comunicato, in cui ha però anche rivendicato che «uomini e donne della Cia hanno lavorato nel mondo 24 ore al giorno per prevenire attacchi terroristi».

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