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POLITICA 9 Dicembre Dic 2014 1600 09 dicembre 2014

Legge elettorale, relatore: premio a liste e soglie al 3%

Battaglia sui capilista bloccati. Il parlamento corre ai ripari con la clausola di salvaguardia in caso di elezioni anticipate.

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Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, relatori del ddl sulle riforme costituzionali.

Il parlamento accelera sull'Italicum, e prepara anche la scialuppa di salvataggio nel caso la nuova legge elettorale dovesse naufragare.
Spunta infatti l'ipotesi di una clausola di salvaguardia che riporterebbe al Mattarellum in caso di elezioni anticipate, così come sembra abbiano ventilato in giornata proprio Anna Finocchiaro e il ministro Maria Elena Boschi.
100 COLLEGI PLURINOMINALI. Ma intanto si lavora a importanti modifiche sul testo originario, per ricomporre le fratture tra le varie forze politiche.
Secondo quanto riportato nei due emendamenti depositati al Senato dalla relatrice del disegno di legge Finocchiaro sono previsti il premio di maggioranza alla lista (e non più alla coalizione) che supera il 40%, e non più il 37% dei voti, soglie di sbarramento abbassate dall'8% al 3%.
Dopo il nuovo accordo sull'Italicum saranno «100 e plurinominali» i collegi elettorali previsti per l'elezione della Camera dei deputati. Il Molise, si legge tra l'altro, è costituito da «un unico collegio plurinominale».
CAPILISTA BLOCCATI. L'emendamento depositato al Senato dal relatore del ddl conferma l'accordo su capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati. Accanto al nominativo di ciascun candidato sono riportati due rettangoli per l'espressione della prima e seconda preferenza.
Ma la minoranza Dem è tornata alla carica nella tarda serata del 9 dicembre annunciando, tramite Miguel Gotor, subemendamenti per 'eliminare' i capilista bloccati.
SOLIDITÀ DEL PATTO DEL NAZARENO. A far sì che comunque quella del 9 dicembre sia stata una giornata positiva per Renzi è il fatto che in Commissione Affari costituzionali della Camera siano stati confermati senza modifica i primi due articoli della riforma del Senato. Il tutto con Fi che ha votato sempre assieme alla maggioranza. Una conferma della solidità del patto del Nazzareno.

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