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MONITO 9 Dicembre Dic 2014 1843 09 dicembre 2014

Mafia Capitale, Renzi: «I corrotti pagheranno fino all'ultimo centesimo»

Il premier annuncia nuove misure. Pena minima a 6 anni, prescrizione allungata.

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Un video messaggio del presidente del Consiglio per lanciare un vero e proprio giro di vite contro la corruzione. È un Matteo Renzi particolarmente agguerritto quello che ha scelto il palcoscenico di Twitter per condannare i corrotti che si sono resi protagonisti dello sccandalo di Mafia Capitale.

«PENA MINIMA A SEI ANNI». «I corrotti pagheranno tutto. Fino all'ultimo giorno, fino all'ultimo centesimo», ha cinguettato il premier, lanciando un messaggio accompagnato dall'hashtag #lavoltabuona. E annunciando provvedimenti imminenti: «Giovedì mattina alle 8 porteremo quattro piccole grandi modifiche al codice penale» in materia di corruzione.
«Si alza la pena minima», ha spiegato Renzi, «da quattro a sei anni, per cui se hai rubato puoi patteggiare, ma un po' di carcere lo fai». Pene più alte e ridotti margini del patteggiamento, dunque, che i «ladri» finora si potevano giocare come «una carta del Monopoli».
«PRESCRIZIONE ALLUNGATA». In Consiglio dei ministri, poi, il governo «allungherà il periodo di prescrizione per i reati di corruzione». Inoltre, sarà reso «molto più semplice procedere alla confisca dei beni per chi ha rubato ed è condannato con sentenza passata in giudicato». E «si dovrà restituire il maltolto fino all'ultimo centesimo se è provata la corruzione».
«IN ITALIA IL VENTO È CAMBIATO». Il governo, dunque, mette in campo «piccoli» interventi contro la corruzione, «ma molto seri, molto significativi», per far capire che «in Italia il vento è cambiato e chi ruba, chi corrompe, sarà perseguito fino all'ultimo giorno, fino all'ultimo centesimo. Anche da queste cose faremo capire che non basta essere indignati per qualche ora».
«I POLITICI NON SONO TUTTI UGUALI». E ancora: «Non basta dire 'che schifo, son tutti uguali'. Perché no, non son tutti uguali: c'è chi ruba e chi è serio. E siccome le persone serie si devono far riconoscere in particolar modo in questi momenti, annuncio con gran determinazione e grande decisione che l'Italia del nostro governo non fa sconti a nessuno e non guarda in faccia a nessuno».
«Di fronte alla schifezza della corruzione a Roma, non possiamo che aspettare i processi. E le sentenze. Che speriamo veloci», aveva in ogni caso premesso il premier. Perché «il governo non può mettere il naso in quello che fa la magistratura»: spetta ai giudici capire se davvero ci si trova di fronte a reati di stampo «mafioso» o di «banale - si fa per dire - corruzione».

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