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DIPLOMAZIA 9 Dicembre Dic 2014 0945 09 dicembre 2014

Salvini a Mosca: «Prestito russo alla Lega? Non direi di no»

Il leader del Carroccio critica le sanzioni e tende la mano al Cremlino.

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Matteo Salvini.

La Lega non rifiuterebbe un eventuale prestito «da una banca russa» se conveniente. Durante la missione in Russia, risuona in Italia questa frase pronunciata dal leader del Carroccio Matteo Salvini. Il politico ha escluso che il presidente russo Vladimir Putin possa «offrire una somma alla Lega» come già fatto con il Front National francese di Marine Le Pen.
Incontrando a Mosca la stampa italiana, Salvini ha anche precisato che dalla Russia il suo partito non ha «mai ricevuto una lira» e che lui e i suoi collaboratori non si trovano a Mosca con questo obiettivo.
CONVEGNO CONTRO LE SANZIONI. Salvini ufficialmente è andato a Mosca per un convegno alla Duma contro le sanzioni occidentali che hanno colpito la Russia per il suo ruolo nella crisi ucraina: misure restrittive a cui il Cremlino ha risposto con delle contro-sanzioni che limitano le importazioni di prodotti alimentari dai Paesi occidentali.
E per Salvini é tutta colpa di Bruxelles e Washington: «Le grida di aiuto di migliaia di imprenditori italiani che rischiano di perdere tutto per colpa di queste sanzioni sono quotidiane», ha denunciato l'ex comunista padano. Con il suo Alberto da Giussano ben appuntato sulla giacca, Salvini ha preso la parte del paladino del Made in Italy in Russia e ha puntato il dito contro Matteo Renzi, accusandolo di non adoperarsi abbastanza per risolvere i problemi con Mosca.
LE ACCUSE AGLI STATI UNITI. Ma il segretario della Lega ne ha avute anche per gli Usa, perché a suo avviso «l'aria che tira a Bruxelles sulle sanzioni non è europea, ma arriva da Oltreoceano».
E sulla cancellazione del gasdotto South Stream si è detto dispiaciuto «che qualcuno non ritenga più strategici investimenti» del genere. «E questo qualcuno», ha tuonato, «sta evidentemente in Italia e a Bruxelles, non a Mosca».

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