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TENSIONE 10 Dicembre Dic 2014 1212 10 dicembre 2014

Palestina, ministro morto dopo scontri con l'esercito

Ziad Abu Ein era ricoverato a Ramallah a seguito degli incidenti con gli israeliani.

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Gaza: manifestazione di palestinesi.

Un altro duro colpo alle speranze di pace in Medio Oriente. All'indomani dell'ammissione della Palestina come Stato osservatore alla Corte penale internazionale, il ministro palestinese Ziad Abu Ein è morto nell'ospedale di Ramallah dove è stato portato a seguito degli incidenti con l'esercito israeliano durante una manifestazione vicino Ramallah.
Secondo i sanitari, non sarebbero ancora chiare le cause del decesso.
INALATI LACRIMOGENI. Secondo quanto riferito dai sanitari dell'ospedale, il ministro è arrivato nel nosocomio senza presentare segni di violenza. Tuttavia - a giudizio delle stesse fonti - Ziad Abu Ein (55 anni ex ministro dei prigionieri e ora responsabile del dicastero che monitora l'Occupazione) avrebbe inalato gas lacrimogeni lanciati dall'esercito israeliano durante gli scontri.
«COLPITO AL PETTO CON UN ELMETTO». Secondo il direttore del comitato di informazione Jamil al Barghouti, Ziad Abu Ein è morto «dopo che un soldato lo ha colpito al petto con l'elmetto». Altri testimoni hanno detto che Abu Ein è stato colpito con il calcio di un fucile, mentre alcuni media israeliani parlano di un possibile attacco di cuore del ministro.
Netta la presa di posizione del leader palestinese Abu Mazen: «Una barbarie. Avvieremo i necessari passi dopo aver appreso i risultati delle indagini sulle circostanze della morte».
NETANYAHU: «INDAGARE SU INCIDENTE». Il premier Netanyahu ha inviato un messaggio all'Anp assicurando che Israele indagherà «sull'incidente» avvenuto vicino Ramallah che ha registrato la morte del ministro palestinese.
Netanyahu, secondo il ministero della Difesa, si è appellato a «mantenere calma la situazione e ad agire responsabilmente».
L'UE CHIEDE UN'INCHIESTA INDIPENDENTE. L'alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, ha chiesto «un'immediata inchiesta indipendente sulla morte del ministro Abu Ein» in una nota in cui ha espresso le condoglianze alla sua famiglia.
GENTILONI: GRAVE PREOCCUPAZIONE. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, secondo cui «quanto è avvenuto aggrava la nostra preoccupazione per la crescente tensione nell'area: rinnovo l'appello a tutte le parti a dare prova di responsabilità ed evitare comportamenti che possano implicare un ulteriore deterioramento del già fragile quadro».
KERRY INCONTRA NETANYAHU. Abu Mazen ha convocato una riunione d'emergenza dei responsabili palestinesi nella quale il leader potrebbe arrivare ad annunciare la fine della collaborazione di sicurezza con Israele. Una mossa che rischierebbe di compromettere in maniera seria lo scenario già disastrato delle attuali relazioni tra le parti. La situazione è ulteriormente complicata dall'annuncio che a giorni sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell'Onu potrebbe approdare una proposta di Risoluzione che prevede la fine dell'occupazione israeliana dei Territori entro la fine del 2016. Eventualità contrastata con forza da Israele e dagli Usa e che ha spinto il segretario di Stato John Kerry a volare a Roma il 14 dicembre per incontrare Netanyahu in modo da coordinare i passi necessari.

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