Senato 141210095324
PARLAMENTO 10 Dicembre Dic 2014 1412 10 dicembre 2014

Riforme, governo battuto sui senatori a vita

Ok a emendamenti di minoranza Pd e Sel. Renzi: «I giochetti non ci fermano».

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L'aula del Senato.

L'ampia convergenza sul tema delle riforme auspicata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi non c'è. A confermarlo, il 10 dicembre, il fatto che il governo sia stato battuto su due emendamenti identici sui senatori a vita, approvati con 22 voti favorevoli e 20 contrari nonostante il parere negativo dell'esecutivo.
Le proposte di modifica, presentate dal deputato del Partito democratico Giuseppe Lauricella e da quello di Sinistra ecologia libertà Stefano Quaranta, chiedevano che il futuro Senato dei 100 fosse composto esclusivamente da rappresentanti territoriali, eliminando i cinque senatori a vita di nomina presidenziale.
RENZI: «SOLO GIOCHETTI». «Pensano di intimidirci, ma non mi conoscono», si è sfogato il premier coi suoi, «credono di mandarci sotto per far vedere che esistono, anche a costo di votare con Grillo e Salvini». «Non vale la pena di arrabbiarsi», ha aggiunto Renzi, «andiamo avanti, c'è un Paese da cambiare. Oggi abbiamo lavorato sull'Ilva, altri preferiscono giochetti parlamentari».
BOSCHI: «NESSUN TIMORE». «Non c'è nessun timore» per il prosieguo del percorso delle riforme, «la parola finale spetta all'Aula», ha invece commentato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Un voto politico? «Il dato politico è in Aula», ha aggiunto. Parole a cui fa da contorno l'ira dell'intera ala renziana con Roberto Giachetti che senza mezzi termini chiede «elezioni subito».
«In politica e all'interno di un partito non si mandano mai sotto il governo e il suo capogruppo. È una questione di patti tra gentiluomini», ha, tuttavia, sbottato il responsabile delle riforme del Pd, Emanuele Fiano.
VOTO DECISIVO DI BIANCONI (FI). A pesare in modo determinante è stato il voto, in dissenso dal suo gruppo, di Maurizio Bianconi, frondista di Forza Italia. Assieme all'esponente azzurro, hanno votato sì Movimento 5 stelle, Sinistra ecologia libertà, Lega Nord e diversi deputati Pd: Bindi, D'Attorre, Agostini, Lattuca, Meloni, Pollastrini, Cuperlo, Lauricella. Andrea Giorgis (Pd) si è astenuto mentre il presidente della commissione, Sisto, ha votato contro. «Questo patto del Nazareno è la morte della democrazia in Italia», ha commentato Bianconi.
EMENDAMENTI DELLA MINORANZA PD. La minoranza Pd ha inviato un altro 'messaggio' non di poco conto a Renzi, presentando in commissione Affari Costituzionali al Senato emendamenti all'Italicum forti di 30 firme contro i capilista bloccati e per una norma di salvaguardia che leghi l'entrata in vigore della nuova legge elettorale con quella delle riforme.

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