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MAMBO 11 Dicembre Dic 2014 1252 11 dicembre 2014

Mafia Capitale: questa Italia deve essere ricostruita da capo

Politica, economia, società: serve un repulisti. E che lo Stato ritrovi il suo ruolo.

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Palazzo Chigi, Roma, sede della presidenza del Consiglio dei ministri.

A mano a mano che i giorni passano, i contorni dello scandalo romano appaiono sempre più allargare i confini e disegnano una città sconosciuta a molti ma, tragicamente, non sconosciuta a tanti altri.
Fra i tanti altri che la conoscevano, c’è sicuramente gran parte della politica romana. E ci sono anche le autorità di sicurezza.
Il tema che emerge con maggior forza e drammaticità è, infatti, il controllo del territorio da parte delle bande criminali che si sono suddivise i quartieri come nei “mandamenti” mafiosi siciliani.
BOSS RIVERITI DALLE ISTITUZIONI. Ciascun boss, a differenza dei capimafia, vive la sua vita in piena legalità, circola per le strade e i locali che controlla, entra negli uffici pubblici, è riverito da personalità della politica, delle istituzioni, dello spettacolo.
Interessa poco in questo momento capire la natura dei reati e la singola posizione degli inquisiti. Conta, invece, mettere in luce come la società criminale abbia vissuto alla luce del sole i suoi affari e sia stata considerata alla stregua di un potere legittimo della città, dal consigliere comunale a Daniele De Rossi.
Lo Stato finisce quando non controlla più il territorio. Anche l'economia finisce quando è largamente infiltrata dalla delinquenza e dagli affari sporchi. Ma pure la società finisce se una parte di essa si fa infiltrare e partecipa agli affari, magari accontentandosi delle briciole.
Il rimedio alla vicenda di Mafia Capitale va collocato a questa altezza.
La rifondazione va iniziata da una complessa operazione di ricostruzione che ha bisogno innanzitutto di affermare il ruolo dello Stato (che si aspetta a chiudere i locali di proprietà dei delinquenti?) che deve presidiare il suo territorio. Va continuata con un vero e proprio repulisti nelle amministrazioni anche ai livelli più bassi e vanno, infine, portate alla guida della politica persone di ogni età che siano moralmente ineccepibili e che, soprattutto, non facciano parte di bande cittadine.
UN PAESE SEMPRE PIÙ IN DECLINO. Non può un signore della guerra del Pd della Capitale essere proposto come garante del rinnovamento romano.
La vicenda di Roma indica come il declino italiano stia prendendo una velocità sempre più allarmante.
Pensate che l’opposizione a Matteo Renzi è fatta da due soggetti: uno, Beppe Grillo, imbolsito e invecchiato, che guida stalinisticamente i suoi fedeli, l’altro, Matteo Salvini, che è figlio di quella Lega che appena pochi mesi fa era nelle cronache per fatti giudiziari di cui purtroppo si è spenta l’eco.
E questi due personaggi chiedono l’uscita dall’Europa, cavalcano la xenofobia e uno di loro, il leader del Carroccio, si mette a disposizione di un capo di Stato estero.
È un’Italia da buttare o da rifondare. Il centro-sinistra si è affidato a Renzi che ha fatto il vuoto attorno a sé.
Non è stata una scelta intelligente. Speriamo che non sia una scelta disastrosa.

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