Maurizio Lupi 140923185516
PASSO INDIETRO 11 Dicembre Dic 2014 1900 11 dicembre 2014

Sciopero, Lupi revoca precettazione ferrovieri

Dietrofront sull'ordinanza nei confronti dei dipendenti. Scontro Cgil-governo.

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Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti.

Dietrofront del ministro dei trasporti Maurizio Lupi che ha revocato l'ordinanza di precettazione emanata nei confronti dei dipendenti delle ferrovie nell'ambito dello sciopero generale del 12 dicembre proclamato da Cgil e Uil.
È stata quindi decisa una rimodulazione dello stop da 8 a 7 ore (dalle ore 9 alle 16).
Il ministro aveva preso questa decisione «considerato «il fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati» per gli utenti del trasporto ferroviario».
«DIRITTO SCIOPERO DEVE ESSERE GARANTITO». In una nota si spiega che «di fronte alla segnalazione dell'Autorità garante degli scioperi che richiamava 'il fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati, ho voluto difendere il diritto alla mobilità dei cittadini».
«Nello stesso tempo», ha proseguito il ministro, «ritenendo che vada garantito il diritto allo sciopero, anche di fronte a uno sciopero che non condivido, sin da subito ho ritenuto di dover dialogare con i sindacati coinvolti per contemperare entrambi i diritti».
SINDACATI RAGIONEVOLI. Lupi ha messo in luce «la ragionevolezza dimostrata dai sindacati (Cgil, Uil, Ugl e Orsa da una parte e CAT dall'altra) che hanno ridotto il tempo sia dello sciopero».
SINDACATI: «PRIMO SEGNALE RAVVEDIMENTO». «Avevamo ragione noi. Il governo ha dovuto fare marcia indietro e revocare la precettazione dei ferrovieri: non c'erano le condizioni di legge per inibire il diritto di sciopero», hanno detto i leader Cgil e Uil, Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo: «È un primo segnale di ravvedimento del Governo che speriamo sia di buon auspicio per il futuro».
PASSO INDIETRO DOPO POLEMICA CAMUSSO. Il passo indietro è arrivato dopo che anche il segretario della Cgil, Susanna Camusso, all'alba dello sciopero generale del 12 dicembre, aveva puntato il dito contro il governo dopo la precettazione dei lavoratori del comparto ferroviario: «Si tratta di atti unilaterali che alzano i toni», ha detto intervenendo a Repubblica Tv. Camusso ha sottolineato che «quando si parla di responsabilità, qualcuno dovrebbe ragionare sui suoi comportamenti».
«DEMOCRAZIA IN DISCUSSIONE». Secondo Cgil e Uil, la precettazione «mette in discussione una delle massime espressioni della democrazia» in Italia.
Addirittura i sindacati avevano ventilato l'ipotesi di «investire dell'accaduto le massime cariche dello Stato, siamo di fronte a una inequivocabile lesione del diritto di sciopero sancito dalla Costituzione».

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