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SCHEDA 12 Dicembre Dic 2014 2217 12 dicembre 2014

Corruzione, i contenuti del ddl del governo

Pene minime da 4 a 8 anni, massime da 6 a 10. Prescrizione a 12 anni e mezzo. E si patteggia solo se prima si restituisce il bottino.

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La luce accesa nella sala verde al terzo piano di Palazzo Chigi.

È un disegno di legge in quattro punti quello approvato la sera del 12 dicembre dal Consiglio dei ministri per inasprire le misure contro la corruzione. L'assunto di partenza è che le vicende giudiziarie che stanno interessando l'esecuzione dei grandi appalti pubblici dell'Expo di Milano, del Mose di Venezia e, da ultimo, Roma Capitale, hanno prodotto un allarme a cui dare risposta con un più efficace contrasto giudiziario.
PENE INASPRITE. Il provvedimento inasprisce le pene del delitto di corruzione «propria», ossia per atto contrario ai doveri di ufficio, anche allo scopo di aumentare i termini di prescrizione; interviene in senso più ampio e generale sulla prescrizione; prevede confische e sequestri ai corrotti, con lo stesso meccanismo previsto per i mafiosi; e consente il patteggiamento solo se si restituisce il maltolto, prevedendo che si passi dal carcere.
Per la corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, le pene minime e massime passano dagli attuali 4-8 anni a 6-10 anni.
PRESCRIZIONE ALLUNGATA. Con l'aumento delle pene per la corruzione aumenta anche il termine in cui cade in prescrizione il reato di corruzione, che passa a 12 anni e mezzo. Più in generale, e non solo per i processi per corruzione, è poi stato dato il via libera alle misure che congelano per due anni la decorrenza della prescrizione dopo la condanna di primo grado e di un anno dopo la condanna di secondo grado.
Misure queste già previste nel ddl sul processo penale, che erano già state esaminate nel consiglio dei ministri di fine agosto e che ora entrano in questo pacchetto.
CONFISCA DEL MALTOLTO. La disciplina della confisca allargata è estesa ai reati di corruzione. In caso di morte del soggetto nei cui confronti è disposta la confisca con sentenza di condanna passata in giudicato, il procedimento di esecuzione può iniziare o proseguire nei confronti degli eredi e degli aventi causa.
PATTEGGIAMENTO CONDIZIONATO. L'accesso viene condizionato, pena l'inammissibilità, alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato, che sono oggetto di confisca obbligatoria, e all'integrale risarcimento del danno.

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